lunedì 1 giugno 2015

LA MUSICA IN TESTA: la testa per la musica

LA MUSICA IN TESTA: la testa per la musica

Per suonare, ho davvero bisogno di un pianoforte?

La risposta a questa domanda dovrebbe essere semplice, ovvero sì, poiché per suonare si ha bisogno si uno strumento musicale che lo permetta... Oppure no?
Per suonare, davanti ad un pubblico, uso un pianoforte, perché mi permette di trasmettere alle persone la mia musica.
Ma quando voglio suonare solamente per me stesso, non ho bisogno del pianoforte, la musica è nella mia testa e riesco perfettamente a farla suonare anche senza farla sentire.
In questo modo riesco a suonare solo per me stesso, è quasi una conversazione intima tra me e la musica... Nessun altro ci può sentire.
A volte, la musica gira nella mia testa senza che io me ne accorga, altre sono proprio io a farla suonare dentro di me.
Bisogna essere completamente in simbiosi con la musica, io ascolto lei e lei fa altrettanto con me, siamo compagni inseparabili, io la ospito nella mia mente e lei mi offre il piacere di ascoltarla quando voglio.
Talvolta, anche se sto parlando con qualcuno, lei inizia a girare nella mia testa e io mi estraneo da tutto per dedicarmi a lei... Non l'ho mai trascurata.

Ora devo andare... Non posso trascurarla... Sta iniziando a suonare nella mia testa...
                                                                                                                                                No Concept
    
 

venerdì 29 maggio 2015

Top 5: animali più velenosi al mondo

Al secondo posto della nostra classifica degli animali più velenosi della Terra, troviamo il Ragno della Sabbia a Sei Occhi, un aracnide che vive nel deserto del Kalahari (Africa meridionale).
Questo aracnide è un fossile vivente, essendo rimasto invariato da tempi antichissimi.
Il corpo è lungo fino a 1,5 centimetri, le zampe raggiungono i 5 centimetri ed è provvisto di sei occhi. È capace di raggiungere i 15 anni di età in cattività.
Si procura il cibo auto-sotterrandosi con velocissimi movimenti delle zampe, divenendo indistinguibile sotto un leggero velo di sabbia.
Una volta sotterrato aspetta, anche per mesi. Appena percepisce le vibrazioni della preda, colpisce dal basso in una frazione di secondo.
A differenza di altri ragni velenosi il ragno della sabbia non ha un morso doloroso e l'effetto del veleno non è rapido (contrariamente al morso di molti ragni velenosi).
Quando ti morde infatti non te ne accorgi. Solo dopo un po' noterai una piccola macchia scura, violacea, sul dito ferito.
Una macchia che si fa via via più larga. Successivamente quel dito ferito ti si staccherà e cadrà a terra e avrà assunto un colore nerastro.
Il veleno poi ti entrerà nei vasi sanguigni, dove, dopo alcuni minuti attaccherà e farà esplodere i globuli rossi trasformando il sangue in una melassa densa che intaserà il fegato e i reni. Inoltre il sangue "morto" non riuscirà più a passare per le zone periferiche del corpo perché troppo compatto.
Poco a poco molti tessuti andranno in necrosi, comincerai a trasudare sangue e si apriranno ferite e piaghe grondanti sangue e carne morta e sentrai l'odore del tuo corpo che marcisce.
Intanto, tra gli spasmi e le fitte dal cuore, che sarà sul punto di esplodere, sarai ancora vivo, mentre dita delle mani e dei piedi ti si staccheranno a una a una. 
Sarà come avere i sintomi della lebbra combinati con i sintomi dell'Ebola, tutto concentrato in pochi minuti.
                                                                          Cama00