lunedì 2 novembre 2015

Ridere è bello, ma c'è un limite

Secondo me lo scherzo e il riso sono degli elementi fondamentali nel rapporto di amicizia.
Spesso io e il mio gruppo di amici scherziamo. Per me l'importante è non esagerare, perché si potrebbe finire per litigare. Spesso si scherza anche con degli insulti più o meno gravi. Spesso mi pongo un limite, se so che la persona con cui parlo è permalosa o sensibile non sorpasso il limite che mi sono posto. Se sono con il mio gruppo di amici allora il limite quasi non esiste, scherziamo su tutto, sia su cose serie che su cose che non hanno importanza. Sì, considero sia il lato leggero che il lato serio, ma secondo me bisogna considerare il lato leggero il giusto, perché poi gli scherzi o quello che viene detto diventa troppo pesante e noioso.
Penso che saper scherzare e considerare il lato leggero sia una qualità. L'importante è considerarlo il giusto. Io per primo spesso mi infastidisco quando gli scherzi o gli insulti diventano troppo pesanti e non fanno più ridere. Secondo me il miglior modo per farsi passare la rabbia quando gli scherzi e gli insulti diventano troppo pesanti è allontanarsi dalla persona con cui si sta parlando. A volte quando si scherza troppo anche con degli insulti io smetto di scherzare e passo dal lato leggero a quello pesante o "serio". Penso che saper considerare il giusto il lato leggero sia una virtù.
yumiponFaby

Il riso è la cosa più buona

Per me ridere è importante perchè alleggerisce certe situazioni nella vita, una battuta uno scherzo rende le cose più accetabili. Ridere e scherzare aiuta a comunicare e a dare una nuova visione delle cose più facili ovviamente in certi contesti dove si può. Il riso e lo scherzo spesso spezza il "ghiaccio" e aiuta a costruire un rapporto con persone che conosci o che non conosci. Nelle relazioni con gli altri non sono essenziali ma da non trascurare, ritengo che sia una grande virtù saper ridere e scherzare delle cose che ci accadono. Certe volte apprezzo l'umorismo e altre no, l'umorismo deve essere opportuno,intelligente e rispettoso, in caso contrario no.
Tante volte con amici e compagni ci siamo presi in giro, fatte delle battute per rendere la giornata più divertente oppure perche venivano in modo spontaneo. Un momento in cui rido tanto è quando mio papà esagera a farmi notare che faccio delle goffe in certe mie azioni o movimenti, coinvolgendo mia sorella che ci si mette anche lei, insomma ridere fa bene. Andando in vacanza con gli amici chi e cheiva con la squadra non si è fatto una risata o scherzi che si ricordano dopo tanto tempo. Durante una vacanza estiva con la squadra a Cerverezza  ne abbiamo fatte di ogni. Ricordo una scivolata dove ho battuto la testa e tutti mi assistevano come un vecchietto rimbambito. Lo stesso spogliatoio e un luogo dove si scherza, gioco a pallone e quando cambio squadra spesso mi rendo conto che se non avessi avuto questa abilità avrei avuto delle difficoltà ad ambientarmi.


Gianni Dalle Manigiganti



Indossa un sorriso, la taglia è unica

Lo scherzo e il riso hanno sempre avuto un ruolo abbastanza importante nella mia vita.
Ritengo che saper cogliere il lato leggero di situazioni spiacevoli sia un pregio, perché se qualcosa va male non ci si deve arrendere ma occorre essere ottimisti e affrontare queste situazioni con un sorriso. Penso che lo scherzo è il riso siano molto importanti nei rapporti con gli altri, perché è sempre bello poter ridere e scherzare con un amico e ti fa sentire bene. Tuttavia non credo che siano essenziali perché un' amicizia non può basarsi solamente su tali elemnti, ma si basa su elementi decisamente più importanti. Spesso, provo a immaginare come sarebbe il mondo se nessuno ridesse o scherzasse più. Ogni volta che ci provo vedo un mondo grigio e buio, brulicante di piccoli individui che vagano per le strade con abiti scuri e volti impassibili. Quando ci penso sento un brivido di freddo lungo la schiena; credo che non riuscirei mai a vivere in un mondo così grigio e vuoto. Considero il saper cogliere il lato ironico e leggero della vita una qualità abbastanza importante nelle persone, ma a tutto c'è un limite e conviene non oltrepassarlo per non risultare superficiali o antipatici.



Nelfa01           

Scuse, dolci scuse



Un giorno mi svegliai di soprassalto da un sogno strano e mi accorsi che ero in ritardo pazzesco per andare a scuola, inoltre nevicava. Mi spicciai a bere il latte, lavarmi i denti, vestirmi e a prepararmi per andare a scuola. Erano le otto di mattina! Alla fine visto che ero in ritardo, decisi di salire sul pullman successivo, in modo tale di arrivare almeno a scuola. Incredibilmente, in quella gelida mattina d'inverno, anche il mezzo di trasporto giunse alla fermata in ritardo. Arrivai a Treviglio, ma gli intoppi non terminarono. Appena sceso dal pullman, mi accorsi che ero bagnato fradicio, perché mentre aspettavo il pullman, rimasi per mezz'ora sotto la neve! Così andai a ripararmi in un bar e rimasi al caldo per un po' e bevvi una bella tazza di cioccolata calda. Dopo essermi ristorato, cominciai a correre a più non posso, ma mentre stavo per entrare nella via della scuola, scivolai su una lastra di ghiaccio e caddi nel nevischio. Però essendo in ritardo, non badai a questo fatto così raggiunsi la scuola ed entrai in classe ricoperto di manto bianco. Il prof appena mi vide tuonò: "Mattia, dove sei stato per tutto questo tempo?". In effetti non me ne accorsi, ma entrai a scuola un'ora in ritardo. "È dunque Mattia"- mi chiese sbraitando il prof - "cosa hai da dire in riguardo?" Io imbarazzato, all'inizio non seppi cosa rispondere, ma successivamente mi uscirono dalla bocca delle parole che fecero scoppiare in risate il prof e i miei compagni di classe. "Beh, vede prof, ieri al telegiornale avevo sentito una notizia che comunicava che un frammento di un meteorite si sarebbe schiantato su Treviglio, invece si è schiantato stamattina davanti alla porta di casa mia!" Il prof ancora ridendo a crepapelle: "Mattia, bastava che dicessi che hai ritardato per la forte nevicata! Però adesso vai ad accomodarti al tuo posto" Ritornando al mio posto tirai un sospiro di sollievo e pensai di essermela tutto sommato cavata con una semplice scusa.

Mattia 

Il pianoforte è uno sport ?

Tutto cominciò da un discorso fatto durante una cena in famiglia. Quel discorso riguardava lo sport ed era più indirizzato a Laura, la mia sorella minore, piuttosto che a me e Giulia. Io e Giulia, infatti, avevamo già deciso che sport fare ormai da molti anni ed eravamo convinte di portarlo avanti, quindi ci eravamo già iscritte a pallavolo.
Questo sport mi piace soprattutto perché c'è gioco di squadra e bisogna imparare a non giocare da soli. Per me più che uno sport è diventata ormai una passione che comporta, come molto spesso accade quando si inizia a praticare uno sport a livello agonistico, molti sacrifici. Penso però che valga la pena di fare tali sacrifici. Per giocare a pallavolo è poi necessario creare un rapporto solido con l'allenatore e le proprie compagne di squadra.
Quindi quel discorso era rivolto più a Laura che, invece, doveva scegliere ancora che sport praticare.
Quella sera a cena i miei genitori proposero varie attività sportive che potevano piacere a mia sorella. Alla fine della serata Laura era indecisa su 2 o 3 sport. Aveva detto ai miei genitori che ci avrebbe pensato e che entro il fine settimana avrebbe dato una risposta definitiva.
Pochi giorni dopo, mentre mi esercitavo al pianoforte nello studio di casa, entrò Laura. Probabilmente rimase affascinata dal movimento delle mie mani sulla tastiera, perché mi disse che anche a lei sarebbe piaciuto molto suonare il piano; io le risposi che è uno strumento molto bello. Lei dopo un attimo uscì dalla stanza con un aria convinta, come se avesse avuto un'idea.
Quel fine settimana i miei genitori chiesero a Laura se aveva deciso che sport praticare.
Lei rispose molto convinta: "Voglio suonare il pianoforte", mia mamma un po' perplessa le rispose: "Ma il pianoforte non è uno sport".
A quel punto mia sorella ribatté dicendo: "Mamma, per suonare il pianoforte le mani si muovono no?", mia madre annuì e Laura le disse: "Bene allora è uno sport!".
A quella risposta scoppiammo tutti a ridere. Mia sorella era riuscita a convincere mia madre con una battuta.
MILA#8

domenica 1 novembre 2015

Un'amica nemica

Nella mia vita lo scherzo e il riso non sono molto presenti perché quando mi trovo in difficoltà non cerco mai di trovare una scusa o una risposta falsa;  preferisco dire sempre la verità, perché inventando una bugia o confondere le idee su cose vere può essere dannoso. Potrebbe, infatti, succedere di perdere persone a cui sono veramente legata.

Rispondere ed uscire dalle difficoltà inventando una bugia o utilizzando alcune battute, come è successo al cuoco Chichibio, non rientra proprio nel mio carattere. Anzi, considero questa modalità di ironia come un difetto che molte persone hanno e che devono perdere, perché nella vita prima o poi potrebbero sbagliare e mettersi nei guai, perdendo la fiducia delle persone che avevano acquisito con il passare del tempo. Quando vedo nella mia vita una persona che cerca di farmi confondere sulle vere idee, non riesco a stargli vicino perché penso che per tutto il  tempo non mi ha mai detto la verità, ma solo menzogne.La mia amica Chiara si è trovata proprio in questa situazione, poco meno di un anno fa. Un'estate esperienza che ha vissuto lei, e che l'ha fatta soffrire molto, è stata per me fronte di esperienza e di insegnamento.

Eravamo appena rientrate dalle vacanze di Natale, e quel giorno era programmata da tempo la verifica di scienze.  Appena entrata in classe, la mia amica si sedette accanto ad una ragazza con la quale non andava molto d'accordo.  Ad un tratto la sua arcinemica Clarissa le disse che i suoi schemi erano completamente sbagliati, raccontandole alcune informazioni sugli animali oggetti di verifica, completamente errate. Chiara, fidandosi, sistemò gli schemi con le risposte che Clarissa le aveva dato, pensando che fosse la verità è che stranamente la volesse aiutare. Due settimane più tardi Chiara mi chiamò e mi disse che quel pomeriggio non sarebbe potuta venire a casa mia perché aveva preso una insufficienza in scienze, proprio per colpa di Clarissa perché le aveva raccontato delle bugie sulle origini degli animali. Da quel momento io come Chiara, non ci fidiamo più di nessuno. Abbiamoimparato  che è meglio pensare con la propria testa e sbagliare, piuttosto che sbagliare sentendo i suggerimenti di altre persone. Purtroppo nella vita capita di incontrare persone che ti fanno pensare le cose sbagliate, ma l'importante che tu abbia sempre quale sia la verità.                                                                                                                                          
                                                                   Martina

PICCOLA GRANDE BUGIA

Era una sera come tante di una calda estate quando decisi di uscire a fare un giro. Non a Urgnano, ma a Basella, paesino sperduto in mezzo alle campagne.
L'unica cosa che avevo era la mia bici ma siccome non avevo voglia di pedalare mi feci dare uno strappo dal mio vecchio amico Rota, un ragazzo molto alto, biondo e occhi azzurri, muscoloso ma anche molto gentile e conosciuto da tutti. Quella sera andammo, con il suo motorino, a Basella a fare un giro all orarorio, al parco e agli autoscontri. Le ore passavano molto in fretta e senza che me ne resi conto erano le 11. Mia mamma mi chiamo e mi disse di tornare che era tardi così io e il mio amico ripartimmo. 5 minuti dopo un'altra chiamata ''Matteo torna a casa che è tardi!''. c'era un piccolo problema mi ricordai che mia mamma non voleva che andavo in motorino con questo mio amico quindi mentre tornavamo iniziai a pensare ad una scusa da dire a mia madre. Arrivato a casa erano un quarto a mezzanotte e mia madre mi chiese:''Matteo dove sei stato fino a quest'ora?'' Ed io:'' Ehm mamma sono stato in pizzeria perché io e i miei amici ci siamo organizzati e siamo andati a mangiare la pizza'' il giorno dopo mentre ero sul divano mia madre si siede e dice:''Dove sei stato ieri sera ed io le ripeti che ero stato in pizzeria ma lei ribatté dicendo: ''No non è vero perché ho incontrato uno dei tuoi amici e mi ha detto che lui ieri sera non era uscito. quindi dove eri ieri sera?'' Essendo in questa situazione pensai di non raccontare un altra bugia a mia mamma, anche perché sarebbe riuscita a negarla e chiedermi dove ero stato così molto deluso raccontai la verità.
Teo