giovedì 12 marzo 2015

Come ha vissuto?

Albert Einstein nasce il 14 marzo del 1879 ad Ulm, in Germania, da genitori ebrei non praticanti. Un anno dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera, dove suo padre Hermann apre, col fratello Jacob, una piccola officina elettrotecnica.
Il piccolo Albert è per istinto un solitario ed impara a parlare molto tardi.
L'incontro con la scuola è da subito difficile; infatti, trova le sue consolazioni a casa. Nel 1894 la famiglia si trasferisce in Italia per cercare miglior fortuna con una fabbrica vicino a Milano. Albert rimane solo a Monaco per terminare l'anno scolastico al ginnasio. Raggiunge poi la famiglia. Nel 1900 si laurea e si dedica allo studio della fisica. Nel 1905 pubblica tre studi teorici; il più importante è quello della relatività ristretta, che gli garantisce il premio Nobel della fisica nel 1921.
Intanto, nel mondo i conflitti fra le nazioni avevano preso fuoco, tanto da scatenare la prima guerra mondiale. Durante questo periodo Einstein è tra i pochi accademici tedeschi a criticare pubblicamente il coinvolgimento
della Germania nella guerra. Con l'avvento al potere di Hitler (1933), Einstein è costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove gli venne offerta una cattedra presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey. Di fronte alla minaccia rappresentata dal regime nazista, rinuncia alle posizioni pacifiste e nel 1939 scrive assieme a molti altri fisici una famosa lettera indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale viene sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica. Conclusi questi anni di conflitti, Einstein, disprezzando la violenza, compila una dichiarazione pacifista contro le armi nucleari. Albert Einstein muore all'età di 76 anni negli Stati Uniti. La sua grandezza consiste nell'avere cambiato in maniera
radicale le metodologie di interpretazione del mondo della fisica.

Andrea

lunedì 9 marzo 2015

Tre modi per riconoscere... l'adolescenza!

Oggi parleremo del tipico adolescente moderno.
Come riconoscere un adolescente moderno?
Beh, basta solo prestare attenzione ai seguenti tre punti di questo elenco che ho stilato e poi sarà per voi una passeggiata.
Cominciamo dal primo: anzitutto la musica!
Per molti adolescenti la musica è un modo per fuggire dal proprio mondo e rilassarsi. Addirittura molti ragazzi cambiano il proprio abbigliamento, modo di comportarsi o di parlare sulla base degli esempi dati dai loro idoli.
Io, come tutti i ragazzi, sono attratto dalla musica e seguo principalmente i miei gusti.
Molto spesso, però, nascono guerre e litigi fra ascoltatori di musiche diverse tanto da cominciare a insultarsi.
Non mi importa se a te piacciono gli One direction o Justin Bieber - sono gusti - e quindi non c'è bisogno di insultare una persona per la musica che ascolta. A parte per il rap (mamma mia...).
Nel prossimo post il secondo modo per RICONOSCERE L'ADOLESCENZA!

Bugi

I suoi maledetti occhi: prologo

Mi chiamo Eria e ho 15 anni. Vivo in un piccolo paesino. Vita schifosa: depressa per ogni cosa, poche amiche, troppo dolce per voltare pagina e in cerca della mia anima gemella che fino ad adesso non si è ancora fatta viva. Le uniche cose belle nella mia vita sono la mia migliore amica Federica e la mia famiglia. Vado ogni giorno in skate con Fede e a scuola me la cavo, quindi non sono proprio un completo disastro. Io e Federica ci conosciamo da dieci anni e fino ad ora non ci siamo ancora divise: siamo sempre nella stessa classe e vicine di banco. Domani sarà l'ultimo giorno di scuola finalmente. Fede ed io tra due settimane andremo al mare insieme, da sole, in treno. Non vedo l'ora! Staremo via per un mese intero, senza nessuno che ci dica cosa dobbiamo fare. Siamo solo noi due... la coppia più bella del mondo! Fino ad oggi Fede è l'unica che non mi ha ancora abbandonato lasciandomi in lacrime. È l'unica che riesce a capirmi e a sopportarmi. Ancora mi stupisco che i miei genitori ci lascino da sole un mese!


MarkBrokenHeart

Gli animali fantastici: i kelpie

Pericolosità: 6/10
I kelpie sono demoni acquatici irlandesi che possono assumere varie forme, anche se la più frequente è quella di un cavallo con la criniera fatta di foglie e ramoscelli di palude.
Dopo aver attirato il mal capitato sul proprio dorso, il kelpie sprofonda in fondo al lago o al fiume in cui si trova e divora la preda, lasciando affiorare le ossa e le interiora sulla superficie.

Il kelpie più grande del mondo si trova nel lago di Lochness, in Scozia. La sua forma preferita è quella di un serpente marino. Si narra che i primi "fortunati" osservatori abbiano compreso che non avevano a che fare con un vero serpente quando lo videro trasformarsi in una lontra all'arrivo di una squadra di turisti e poi trasformarsi di nuovo in serpente quando la costa si era liberata.
Un famoso kelpie italiano invece è quello insediatosi nelle rive del lago di Como; si racconta infatti che attorno alle sponde dello specchio d'acqua siano sparite decine di donne, uomini e bambini.
Il miglior metodo per attirare un kelpie a sé allo scopo di catturarlo è quello di utilizzare incanti e fatture vicino alle rive di laghi e dei fiumi dato che si nutrono solo di maghi e streghe. Queste creature sono infatti capaci di percepire la presenza della magia e arrivano in poco tempo. Una volta avvistato il kelpie e neutralizzato con un incantesimo offensivo, sarà facile catturarlo.
Buona caccia al kelpie, maghi e streghe del Liceo!

Ivan

lunedì 2 marzo 2015

La musica in testa

Caro diario,

              nelle prossime settimane, sulle tue pagine, non scriverò di ciò che mi accade nella vita o non scriverò di ciò che penso sulla vita di tutti i giorni... Scriverò ciò che penso sulla musica di oggi!
C'è un momento in cui tutto diventa chiaro: la prima volta che sfiorai il tasto di un pianoforte, capii che potevo fare solo quello nella vita.
La musica mi ha chiamato e io ho risposto senza mai oppormi a lei; ora non posso pensare a fare altro... non voglio!
Alcune persone a volte mi chiedono: "Ma chi te lo fa fare?".
Imbarcarmi in un sogno più grande di me, espormi e affrontare le mie paure e insicurezze.
Chi me lo ha fatto fare?
Un desiderio che mi ha travolto, impellente, che mai mi abbandona.
Amo fare ciò che faccio, poiché mi esprimo solamente attraverso le mie emozioni.
L'emozione è il linguaggio attraverso cui posso comunicare con sincerità, senza timore di mostrare agli altri ciò che veramente sono.
Molte persone dicono che suonare sia solamente saper muovere le mani con destrezza; non è così... Non è così per niente: le mani sono importanti, non lo metto in dubbio, ma le mani seguono sempre la testa e il cuore.
Sono loro i padroni delle mani, le comandano e tu non puoi far niente tranne seguirli.
Ora vado perché è da un po' che non sto con lui...
Mi chiama da ore e io non ho ancora risposto...

Senza di me non si suona mica da solo!

NO CONCEPT

La testa vuota, la bella vita: l'amicizia

26 febbraio,
nei miei pensieri

Caro diario,
               
                 è una delle prime volte che scrivo una delle tue pagine. Non sono una ragazza
che spesso condivide i propri pensieri con una persona/oggetto immaginario. Di solito,
infatti, mi affido alle persone più care per me, quelle persone di cui ci si può fidare
ciecamente. Queste persone si possono riassumere in una parola: amici. In questo
periodo della mia vita, chiamato adolescenza, gli amici sono delle persone... diciamo
essenziali per la propria vita. Ma cosa significa essere un "amico"? Non voglio riportare la
definizione del dizionario in questo mio primo pensiero ma soltanto dire ciò che io
ritengo significhi "essere un amico". Un amico è, secondo me, una persona che ti sta
accanto nei momenti più difficili, che è sempre con te, che ti dica sempre la verità; è,
quindi, una persona con cui ci stai bene. E voi mi chiederete: "Ma cosa significa stare bene
con una persona?". Sinceramente non lo so con precisione, ma penso che, se con una
persona ci stai bene, vuol dire che ci staresti sempre e in ogni dove.
L'amico è quella persona che ti fa ridere quando tu sei triste perché il tuo "lei/lui" non ti
risponde. L'amico ti prende in giro, senza cattiveria, nei momenti in cui tu fai figuracce.
L'amico ti scrive o si fa vedere spesso e, quando lo vedi dopo tanto, corre verso di te a
braccia aperte. L'amico è colui/colei con cui passi le migliori giornate dell'adolescenza.
L'amico è la persona di cui ti fidi e che non potrai mai tradire. L'amico è colui/colei che
resterà con te fino alla fine. Insomma, potrei andare avanti all'infinito ma credo che tu
abbia capito.
E poi non potrei mai dimenticare il/la migliore amico/a. Questa persona è ancora di più di
un semplice amico: è, appunto, il migliore degli amici che ti circondano. È speciale, è il tuo
braccio destro, è il tuo elastico per i capelli quando si fa ginnastica, è il panorama più bello
che si può vedere da una cima di una montagna, è la bocca della verità, è parte della mia
felicità.
Ora devo scappare ché è tardi e domani mi tocca un'altra giornata di scuola! Ogni volta
che ti scriverò, posterò una citazione che riassume il concetto di cui ho parlato! Ti scrivo
presto per farti sapere altro,
Chiara

"I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai."
- Cit.
ChiaraBegs

Top 5: animali più velenosi del mondo

Buongiorno a tutti, questa è una rubrica che parla delle "top five" nel
regno animale.
Oggi vi presenterò il primo dei cinque animali più velenosi del mondo.
5) Incominciamo con il ragno delle banane, aracnide con otto occhi che
può raggiungere un’apertura di zampe di 15 centimetri. I grossi chelicheri
(per chi non lo sapesse sono le zanne frontali dell'animale) sono pelosi e
diventano rosso acceso quando il ragno è agitato. Inoltre l'animale è
molto veloce e scattante.
È diffuso nell'America meridionale e vive soprattutto nella foresta
amazzonica, dove, per cacciare, non costruisce una ragnatela come i suoi
simili, ma girovaga sul terreno durante la notte e riesce a catturare anche
prede come piccoli roditori e lucertole. Questo ragno molto spesso si
trova nei pressi degli insediamenti umani e il suo nascondiglio per
eccellenza sono i caschi di banane, da cui prende il nome. Proprio per
questo è facile essere morsi e il suo morso fa male. Tanto male.
La zona colpita comincia subito a gonfiarsi e adarrossarsi, causando un
forte prurito.
Il dolore si espande generalizzandosi a tutto il corpo in maniera piuttosto
rapida, insieme a un'abbondante sudorazione e a una sensazione di
calore.
Ai sintomi si sommano giramento di testa e nausea, tachicardia, difficoltà
respiratorie.
Intanto sei molto confuso, il cervello funziona a rallentatore e i muscoli
non rispondono molto bene.
Insomma, state alla dai caschi di banane! Ma il suo veleno non può
competere con il letale Black Mamba.

Cama00