lunedì 23 marzo 2015

A Demons Story - I demoni sono tra noi

Al giorno d'oggi i demoni sono oggetto di interesse abbastanza popolare nella cultura moderna.
Sono una grande fonte di ispirazione per gli scrittori, che basano ad esempio i loro libri su un universo popolato da demoni e da umani che lottano per sterminarli, così come per i registi, che traggono ispirazione dalle opere degli scrittori o dalla propria immaginazione per creare capolavori assoluti.
Anche coloro che scrivono testi musicali sfruttano questa tematica per creare le loro canzoni.
Sono poi molto celebri aforismi riguardanti i demoni nella vita quotidiana come "Ho provato ad annegare i miei demoni, ma sanno nuotare" oppure "I demoni esistono, vivono dentro di noi e a volte riescono ad uscire".
Bene, dimenticatevi di tutto ciò.
I demoni non sono solo uno spunto per scrivere hit, bestseller o post "tagliavene" su Tumblr, ma una minaccia reale, concreta, da non sottovalutare.
Da qualche tempo hanno iniziato a farsi strada tra la gente.
Li si può percepire nell'aria se si ha un fiuto sviluppato: odorano di cadavere in putrefazione e sangue fresco.
Spesso si nascondono tra gli umani, possedendoli a loro insaputa.
Come faccio io a sapere tutto ciò?
Beh, innanzitutto, è bene che mi presenti: Il mio nome è Giovanni Emanuele Tadini e, nonostante io abbia solo quindici anni, sono il più grande cacciatore di demoni che sia mai esistito; il più potente, il più abile e il più esperto, ma soprattutto il più modesto!
Ah, come dite?
Starei dando l'impressione di essere un pallone gonfiato egocentrico e vanaglorioso secondo voi?
Ebbene io vi dico... che avete ragione!
Se non ci credete, lo scoprirete nei prossimi post...



CursedGio








domenica 22 marzo 2015

L'armadio

Edward, un ragazzino come tutti gli altri dalla corporatura robusta, molto conosciuto dalla gente e soprattutto vivace, si trovava sulla via del ritorno verso casa tutto solo in una giornata ventosa. Come tutti i giorni, verso le 16:30 Edward arrivò a casa dopo una lunga giornata di scuola e, attraversato il vialetto, aprì la porta. In casa lo avvolse unaria misteriosa, come se non riconoscesse più la sua casa e avesse molta paura e preoccupazione. Edward era molto spaventato e per questo cercò i genitori, che a quellora dovevano essere già tornati dal lavoro. Il ragazzo continuò a cercarli e a chiamarli, ma inutilmente; allora andò dai vicini, ma non li trovò neppure lì. Tutta la città sembrava deserta come se lui fosse lunico al mondo. Lunica idea che gli venne in mente fu quella di chiamarli al cellulare, ma non cera campo... Allora Edward tornò immediatamente in casa e pensò che fosse tutto uno scherzo. Si sdraiò sul divano e accese la televisione, ma nessun canale era visibile, tranne uno sul quale compariva una freccia che gli indicava larmadio posto alla sua destra, in salotto. Il ragazzo girò lentamente la testa e vide larmadio aprirsi di alcuni centimetri. Si diresse lentamente verso le ante e le spalancò... La sua faccia divenne pallida come se avesse visto un fantasma, ma in realtà vide appese con gli appendiabiti le teste decapitate dei genitori che improvvisamente aprirono gli occhi. Edward, preso dal panico, corse su per le scale in camera, chiuse la porta a chiave e si nascose sotto le coperte chiudendo gli occhi. Improvvisamente sentì larmadio salire le scale e sentì anche la voce dei genitori che gli dicevano: "VIENI CON NOI, VIENI CON NOI, VIENI CON NOI". Il ragazzo, spaventato a morte, si portò le ginocchia alladdome e chiuse gli occhi più forte che potè. Ormai larmadio aveva sfondato la porta della stanza e, un attimo prima che i genitori stessero per sollevare la coperta con la bocca, Edward improvvisamente si svegliò. Il ragazzo si tolse la coperta, scese le scale e si mise davanti allarmadio: ora doveva trovare il coraggio di aprirlo.
Sascia

martedì 17 marzo 2015

Occidente e Islam: una convivenza da costruire

Il rapporto tra l'occidente e l'Islam è una questione che personalmente mi interessa molto dato che mi piace tantissimo seguire "l'attualità", soprattutto ora allorché si parla spesso di ciò che sta accadendo in molti Paesi mediorientali.
Sinceramente ritengo che, al contrario di quello che pensano molte persone, l'Islam non rappresenti un pericolo poiché non bisogna confondere una religione con i suoi estremisti.
L'Islam, tuttavia, è una religione che impone ai suoi credenti delle regole molto severe al contrario di altre religioni come il Cristianesimo. I musulmani infatti, al contrario dei cristiani, non hanno una via di mezzo (come l'essere credente ma non praticare) e molti di loro, quindi, vengono spinti all'eccesso diventando estremisti e alcuni anche veri e propri terroristi.
L'Occidente invece, che ai nostri occhi sembra che faccia sempre tutto giusto, in realtà ha delle colpe: spesso e volentieri gli Stati europei e gli Stati Uniti "stuzzicano" i paesi mediorientali andando a fare i propri comodi negli altri Paesi sia a livello politico che economico.
Proprio per questi motivi i Paesi islamici sono portati a odiare letteralmente l'Occidente, rendendo così difficile la convivenza.
Dallaltra parte si è di recente parlato di Stato Islamico, conosciuto più comunemente come ISIS o IS. Questa vera e propria organizzazione ha mandato dei segnali molto forti all'Occidente con varie esecuzioni e si è mostrata anche molto determinata a conquistare con la forza vari paesi come Iraq, Siria e Libia. In questo caso non si può più parlare di un gruppo che insegue degli ideali tramite la propria religione, bensì di vero e proprio terrorismo.
A questo punto si può dire che, secondo me, il mondo islamico può essere diviso in due grandi fazioni: da una parte vi sono coloro che professano la religione in modo pacifico nonostante siano estremamente credenti e dall'altra gli estremisti.
La risposta quindi non può essere che una: l'Occidente può convivere pacificamente con le popolazioni che professano la religione islamica in modo corretto, ma credo allo stesso tempo che sia impossibile convivere con quella parte del mondo islamico che si dimostra per via di culture e usi troppo diversa da noi.
È da ricordare inoltre che le incomprensioni tra le due parti sono cresciute molto negli ultimi anni e che quindi, oramai, penso sia quasi impossibile instaurare una totale convivenza civile.


Luca

giovedì 12 marzo 2015

Riflessioni su frasi celebri: il coraggio... un traguardo!


Caro diario,

            questa frase mi ha fatto riflettere moltissimo perché è esattamente l'opposto di ciò che crede la gente.
Tutti pensano che una persona sia coraggiosa quando semplicemente affronta le difficoltà.
A mio parare però non è corretto; infatti, come dice la frase che vi ho proposto, il coraggio di una persona si vede quando essa non ha alcuna forza (fisica ma soprattutto interiore) per affrontare delle difficoltà.
Nonostante ciò quella persona si "rialza" e ce la mette tutta per farcela. È in quel momento che si vede la determinazione e il coraggio di una persona. Non molte persone hanno questa qualità; io credo di avercela, o meglio, spesso faccio in modo di essere una ragazza coraggiosa (per quanto lo possa essere alla mia età).
In poche parole vorrei dire che chiunque è in grado di fare dieci metri di corsa, ma il vero campione si riconosce subito perché non correrà solo dieci metri e poi si riposerà, ma perché poi scalerà un pendio, ovviamente faticando, sudando e cercando di vedere con la punta dell'occhio la fine del percorso. Ma continuerà ad andare avanti, fino alla fine, senza mai mollare.
Chi riuscirà ad essere coraggioso sarà arrivato al traguardo, non solo di un percorso, ma della vita ed è la soddisfazione più grande che possiamo provare. A quel punto saremo talmente forti che qualsiasi cosa accada saremo in grado di affrontarla a testa alta.

Con affetto,
Sara

Come ha vissuto?

Albert Einstein nasce il 14 marzo del 1879 ad Ulm, in Germania, da genitori ebrei non praticanti. Un anno dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera, dove suo padre Hermann apre, col fratello Jacob, una piccola officina elettrotecnica.
Il piccolo Albert è per istinto un solitario ed impara a parlare molto tardi.
L'incontro con la scuola è da subito difficile; infatti, trova le sue consolazioni a casa. Nel 1894 la famiglia si trasferisce in Italia per cercare miglior fortuna con una fabbrica vicino a Milano. Albert rimane solo a Monaco per terminare l'anno scolastico al ginnasio. Raggiunge poi la famiglia. Nel 1900 si laurea e si dedica allo studio della fisica. Nel 1905 pubblica tre studi teorici; il più importante è quello della relatività ristretta, che gli garantisce il premio Nobel della fisica nel 1921.
Intanto, nel mondo i conflitti fra le nazioni avevano preso fuoco, tanto da scatenare la prima guerra mondiale. Durante questo periodo Einstein è tra i pochi accademici tedeschi a criticare pubblicamente il coinvolgimento
della Germania nella guerra. Con l'avvento al potere di Hitler (1933), Einstein è costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove gli venne offerta una cattedra presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey. Di fronte alla minaccia rappresentata dal regime nazista, rinuncia alle posizioni pacifiste e nel 1939 scrive assieme a molti altri fisici una famosa lettera indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale viene sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica. Conclusi questi anni di conflitti, Einstein, disprezzando la violenza, compila una dichiarazione pacifista contro le armi nucleari. Albert Einstein muore all'età di 76 anni negli Stati Uniti. La sua grandezza consiste nell'avere cambiato in maniera
radicale le metodologie di interpretazione del mondo della fisica.

Andrea

lunedì 9 marzo 2015

Tre modi per riconoscere... l'adolescenza!

Oggi parleremo del tipico adolescente moderno.
Come riconoscere un adolescente moderno?
Beh, basta solo prestare attenzione ai seguenti tre punti di questo elenco che ho stilato e poi sarà per voi una passeggiata.
Cominciamo dal primo: anzitutto la musica!
Per molti adolescenti la musica è un modo per fuggire dal proprio mondo e rilassarsi. Addirittura molti ragazzi cambiano il proprio abbigliamento, modo di comportarsi o di parlare sulla base degli esempi dati dai loro idoli.
Io, come tutti i ragazzi, sono attratto dalla musica e seguo principalmente i miei gusti.
Molto spesso, però, nascono guerre e litigi fra ascoltatori di musiche diverse tanto da cominciare a insultarsi.
Non mi importa se a te piacciono gli One direction o Justin Bieber - sono gusti - e quindi non c'è bisogno di insultare una persona per la musica che ascolta. A parte per il rap (mamma mia...).
Nel prossimo post il secondo modo per RICONOSCERE L'ADOLESCENZA!

Bugi

I suoi maledetti occhi: prologo

Mi chiamo Eria e ho 15 anni. Vivo in un piccolo paesino. Vita schifosa: depressa per ogni cosa, poche amiche, troppo dolce per voltare pagina e in cerca della mia anima gemella che fino ad adesso non si è ancora fatta viva. Le uniche cose belle nella mia vita sono la mia migliore amica Federica e la mia famiglia. Vado ogni giorno in skate con Fede e a scuola me la cavo, quindi non sono proprio un completo disastro. Io e Federica ci conosciamo da dieci anni e fino ad ora non ci siamo ancora divise: siamo sempre nella stessa classe e vicine di banco. Domani sarà l'ultimo giorno di scuola finalmente. Fede ed io tra due settimane andremo al mare insieme, da sole, in treno. Non vedo l'ora! Staremo via per un mese intero, senza nessuno che ci dica cosa dobbiamo fare. Siamo solo noi due... la coppia più bella del mondo! Fino ad oggi Fede è l'unica che non mi ha ancora abbandonato lasciandomi in lacrime. È l'unica che riesce a capirmi e a sopportarmi. Ancora mi stupisco che i miei genitori ci lascino da sole un mese!


MarkBrokenHeart