venerdì 6 gennaio 2017

UN SEMPLICE UOMO, UNA DOLCE RIVOLUZIONE


Risultati immagini per william saliceGiovedì 29 novembre a Pavia è morto William Salice, uno dei più stretti collaboratori di Michele Ferrero, l'ideatore della Nutella. In pensione dal 2007, aveva 83 anni ed è stato colpito improvvisamente da un ictus nel tardo pomeriggio di quel giorno e, anche a causa del suo stato di salute, gli causò la morte.
Nella Ferrero, dove aveva lanciato diversi prodotti, viene ricordato per aver creato l' "Ovetto Kinder" (che in tedesco significa "bambino"). Lo chiamò così perché nessun ragazzino uscito da scuola avrebbe resistito ad acquistare uno di quegli ovetti, fatto da due strati di cioccolato, uno bianco all'interno e uno al latte all'esterno. E non dimentichiamoci la sorpresa nascosta dentro. Tutto nacque con una semplice idea: i bambini sono sempre contenti quanto arriva la Pasqua, dato che ricevono un uovo di cioccolato con sempre dentro una sorpresa... allora perché non dar loro questa gioia tutti giorni? Inoltre decise di crearlo per inserire nella vita di tutti i giorni un momento di gioco, dato che c'era sempre bisogno di un genitore nella fase della costruzione della sorpresa, facendo così nascere un sorriso sulle labbra di entrambi. Ogni volta che una persona però dava dell'inventore a William Salice, lui rispondeva dicendo:"L'inventore è Ferrero, io sono solo l'esecutore materiale", rendendolo un uomo umile e al quale non piace essere al centro dell'attenzione.Immagine correlata Oltre ad essere l'ideatore dell'uovo Kinder, nel 2008 ha anche fondato a Loano la fondazione "ColorYourLife", ideata, usando le parole del signor Salice, per "aiutare i giovani a realizzare i propri sogni, conoscere se stessi e scoprire e valorizzare i propri talenti in campo artistico, scientifico e dei mestieri, dando valore all'impegno e all'azione dei professori e dei dirigenti scolastici, offrendo così ai giovani cultura e conoscenza al fine di sviluppare in loro una coscienza libera per essere dei bravi cittadini e leader un domani".
Risultati immagini per william salice color your lifeRitengo che questa sia una grande perdita non solo per l'Italia e la fabbrica Ferrero, ma anche per il mondo intero, dato che l'ovetto Kinder ha fatto la storia e, diciamocelo, quale bambino non è mai stato contento di aver ricevuto uno di questi ovetti e fantasticato sulla sorpresa che ci sarebbe stata all'interno?
Per concludere definitivamente questo post, ecco una curiosità: lo sapevate che negli USA è vietata la vendita dell'ovetto Kinder? Ebbene sì, secondo una legge del 1938, mescolare prodotti commestibili (il cioccolato in questo caso) con altri non commestibili (la sorpresa appunto), mette i bambini a rischio di soffocamento. Proprio per questo ogni anno decine di migliaia di ovetti Kinder vengono sequestrati dai doganieri, con multe che possono arrivare a $2500 dollari a uovo! Incredibile no?
                                                                                                                                             
Christye#14

TUTTO CIÒ CHE CI SERVE È UN PO' DI UMANITÀ

Ciao a tutti, dopo quello che è successo a Berlino, ossia l'attacco di un tir in un mercatino di Natale pochi giorni prima delle festività, e la cattura e l'uccisione del responsabile che guidava il tir in Italia, mi ha fatto capire come nonostante l'uscita dall'unione europea del Regno Unito la collaborazione tra tutti gli stati europei ci sia ancora.
Oltre ad essere stata una vittoria per l'Italia, questo episodio è stato importante per tutto il mondo, per far capire come il progetto di UE non sta fallendo.
Credo che negli ultimi anni questo concetto si sia un po' perso, anche se a parer mio in momenti come questi sia fondamentale. Essere uniti ed avere il supporto di qualcun altro fa affrontare meglio i problemi e con la collaborazione si riesce sempre ad arrivare ad una soluzione.
Determinati episodi però ci portano a mostrare il nostro lato umano, riducendoci a voltare le spalle a coloro che ci hanno sempre aiutato. Ma nonostante ciò quest'ultimo episodio di Berlino mi ha fatto sperare che nel mondo ci sia ancora un po' di umanità.

Holly

Musica triste



Buongiorno a tutti cari lettori.
Con mio grande dispiacere vi rendo noti di un triste avvenimento che ha segnato l'inizio di questo nuovo anno, ossia la scomparsa del noto direttore d'orchestra Georges Prêtre. Aveva 92 anni quando si è spento, per cause naturali, in casa sua. Con lui scompare un direttore delle orchestre più famose del mondo come la Vienna Symphony, l'Opera di Marsiglia e l'Opera di Parigi.
Aveva debuttato nel nostro Paese in varie occasioni ma la più celebre fu nel 1966 al Teatro della Scala di Milano quando diresse "Faust di Gounod". Sempre a Milano, due anni dopo diresse la Turandot, nel 1969 divenne famoso lo spettacolo "Roméo et Juliette" e nel 1972 diresse "Carmen".
Georges tenne il suo ultimo concerto in Italia lo scorso febbraio con la Filarmonica della Scala e il pianista Rudolph Buchbinder.
Ha ricevuto riconoscimenti da tutti i teatri in cui si era esibito ma in particolare modo le figure più importanti della Scala lo ricordano come un uomo radioso capace di trasmettere energia ad ogni membro dell'orchestra.
Dispiace pensare che il 2017 sia iniziato allo stesso modo in cui era finito: George Michael ci ha lasciato il 25 dicembre scorso, il 28 dicembre Debbie Reynolds, David Bowie il 10 gennaio, il 21 aprile morì Prince, il 27 giugno Bud Spencer e il 13 ottobre Dario Fo. Queste sono alcune delle personalità più conosciute anche tra i giovani, ma purtroppo non tutte quelle che nel 2016 sono scomparse.
Gaia

mercoledì 4 gennaio 2017

Ancora terrore

Ghisalba 2/01/2017

Terrore. Sembra questa ormai la parola principale che avvolge l'intero mondo. Il timore è tanto: dettato dalla paura di rimanere coinvolti in un attacco terroristico o di perdere un proprio caro. Tutto ciò a causa di persone che distruggono i sogni, la vita, le aspettative e i programmi altrui. Persone invasate dalle proprie idee, avversi verso l'Occidente, verso l'amare la vita e gli altri. Persone che come unico ideale hanno la morte.
La notte di Capodanno dovrebbe essere un inno alla gioia di vivere. Un calice di speranza si alza anche negli angoli più tormentati del mondo. Ma il terrorismo ha fatto breccia anche in questo e nessun simbolo di pace, di gioia e di speranza è risparmiato. Un'autobomba è esplosa pochi giorni fa nel centro di Istanbul vicino alla Vodafone Arena, lo stadio del Besiktas. Il bilancio è tragico: si parla di almeno 35 morti e 166 feriti, soprattutto tra la polizia: gli agenti rimasti uccisi sarebbero almeno 27. 
 Erano circa cinque mesi che non si verificavano grossi attentati a Istanbul. Dopo il mercatino di Natale a Berlino, al Reina club, affacciato sul Bosforo, è andato in scena come in un film già visto, l’orrore del Bataclan a Parigi, le raffiche di mitra che falciano decine di giovani e spengono, con la vita, brindisi, auguri e musica.
In una tragica continuità con l’anno che si è chiuso, è evidente la volontà di aggredire e ammutolire tutto ciò che agli occhi del terrorismo rappresenta il nostro modo di stare insieme, festeggiare e divertirsi. I riti di Natale e Capodanno, la libertà di movimento, la ritualità quotidiana, soprattutto  nell’universo giovanile, di ritrovarsi, ascoltare musica, ballare. Banalmente lo «stare insieme» diventa bersaglio mobile, facilmente perseguibile, di più dei cosiddetti obiettivi sensibili o istituzionali. Lo stare insieme è un «sempre» e un «dovunque», senza confini e senza tempo. Lo stile di vita della modernità e della globalizzazione, non appartenente solo all'Occidente, è apparentemente il bersaglio terroristico più plausibile. Non casualmente infatti l’ultimo attacco avviene sul Bosforo, secolare crocevia di civiltà e costumi diversi. 
La Turchia inoltre si trovava in una situazione di fragilità e precarietà. È un paese sconvolto da decine di attentati, dello scenario siriano e da oscure destabilizzazione interna.
In attesa di indagini e rivendicazioni ci sarà all’indomani un accordo di pace sulla Siria che vede protagonisti Turchia, Russia e Iran. 
Tuttavia, è difficile nutrire ancora dubbi sul fatto che la dimensione della paura che il terrorismo vuole diffondere risponde. Fra variabili interne e complessi percorsi di arruolamento e indottrinamento, aspira ad un disegno ideologico-religioso che mira a distruggere valori, stili di vita e tradizioni, che i fanatici dello jihad percepiscono come negative, oppressive, incompatibili con la loro concezione del mondo.
Il presidente ha affermato: "purtroppo abbiamo martiri e feriti. Quando la Turchia fa un passo positivo verso il futuro, la risposta delle organizzazioni terroristiche è il sangue, la brutalità, il caos. Tutte le organizzazioni terroristiche attaccano il nostro Paese e la nostra nazione con lo stesso scopo".
Di fronte a un nemico così subdolo, la legittima difesa dell’umanità è affidata alla Comunità internazionale. Nella nostra quotidianità, dobbiamo difenderci con lo stesso spirito dei londinesi sotto le bombe di Hitler: continuare a vivere. Non è facile, se il sangue copre anche gli auguri di Capodanno ma noi ce lo auguriamo, credendoci, almeno per una notte. A Istanbul invece, l’illusione è morta subito. 


Shiro #99


martedì 3 gennaio 2017

His Last Cristhmas

3/01/2017
Hey hey hey gente! Finalmente ci risentiamo!
Come state? Passato bene il Natale? E Capodanno?
Capodanno è stato stupendo! Ero a Tenerife e abbiamo seguito il conto alla rovescia dalla piscina, all’ annuncio del nuovo anno sono scoppiati i fuochi d’artificio in tutto il cielo, c’è scappato pure un bacio e una signora ha rovesciato dei drink in piscina… Troppo divertente!

Oggi sono qui per parlarvi della morte di uno dei grandi miti della musica: George Michael.
Alcuni di voi o forse i vostri nonni ricorderanno bene il celebre duo pop degli Wham!
 Composto dal sopracitato nel ruolo di cantante e compositore e dal chitarrista Andrew Ridgeley che si formò nel 1981 e si sciolse nel 1986.

Ebbene a quanto pare il 2016 è stato un brutto anno, sono infatti saliti in cielo moltissimi personaggi famosi come Alan Rickman, il grande attore che intrepretò Severus Piton nei film di Harry Potter, Carrie Fisherman  (la bellissima e adorata principessa Leila in Star Wars) e sua madre e ora George.
La star è stata trovata morta nella sua camera da letto il 25 Dicembre dal fidanzato Fadi Fawz, parrucchiere molto celebre e fotografo freelance. Si trovavano nella residenza di Goring-On -Thames, nell’ Oxfordshire.

George aveva solo 53  anni, nella sua piena esistenza e si dice che la causa del suo decesso sia stata un arresto cardiaco tuttavia il suo fidanzato non esclude l’ipotesi del suicidio.
Secondo alcuni test effettuati però delle sostanze tossiche avrebbero potuto contribuire alla sua morte, la verità si saprà solo tra otto settimane.

In attesa di capire cosa sia successo veramente vi lascio con una citazione del “giovane” cantante di “Last Cristhmas” tradotta opportunatamente in italiano:
“Non troverete mai la pace della mente fino a che non ascolterete il vostro cuore”


 #QueenofPopBBa

lunedì 2 gennaio 2017

LUTTO NEL MONDO DEL CINEMA


Salve a tutti lettori, oggi sono qui per parlarvi di una vicenda che ha coinvolto emotivamente milioni di persone in tutto il mondo: la morte di Carrie Fisher, meglio conosciuta come la principessa Leila.

L’attrice, figlia d’arte, ci ha lasciato il 23 dicembre all’età di soli 60 anni dopo essere stata ricoverata d’urgenza in uno degli ospedali di Los Angeles a causa di un infarto che l’aveva colpita durante il volo da Londra. Le sue condizioni sono subito apparse  gravi allo staff medico che ha tentato la rianimazione sull’aereo.

Carrie  aveva abbandonato gli studi per inseguire il suo sogno di diventare attrice. Sogno che poi si è avverato e ha avuto il suo massimo splendore quando l’attrice è stata scelta nel 1977 per il ruolo della principessa Leila in Star Wars. Questo ruolo l’aveva da subito coinvolta al punto che, non da molto, aveva finito le riprese per l’ultimo episodio della serie nonostante la sua età. Una brillante carriera segnata però da una pesante dipendenza dalla droga negli anni Settanta che l’aveva quasi fatta licenziare dal set di The Bluse Brothers. Non fu solo questo a macchiare la sua storia, ma anche il disturbo bipolare che le era stato diagnosticato all’età di 24 anni.

Una terribile tragedia a cui ne è seguita un’altra: la morte della madre Debby Reynolds. La donna di 84 anni è stata infatti colpita da un ictus mentre si trovava a casa del figlio e fratello di Carrie, Todd Fisher, per preparare il funerale della figlia. Debby era anche lei un’attrice di successo, protagonista di molti musical degli anni Cinquanta, ed era stata lei a portare la figlia nel mondo di Hollywood.



Entrambe sono perdite molto dolorose che il mondo cinematografico rimpiangerà a lungo. Ritengo che entrambe fossero delle attrice eccellenti e che di certo non meritavano una fine così improvvisa. Sono riuscite a far appassionare milioni di persone ai personaggi che interpretavano e credo che per questo verranno sempre riconosciute. Ora tutti i loro fan sono vicini ai parenti che hanno subito due gravi perdite in poco tempo e personalmente penso che meritino di sapere quanto le loro donne fossero importanti anche per noi e che non verranno mai dimenticate da nessuno.  
Mila#8


Sindrome cinese

Ultimamente i cinesi stanno incrementando lo sviluppo del mondo calcistico nel proprio paese tramite l'acquisto, a prezzi a mio parere assurdi, di top players europei.
Io non trovo sbagliato che un giocatore a fine carriera, come Carlos Tevez (Shangai Shenhua) a cui è stato offerto un contratto biennale da 38 milioni l'anno, scelga di terminare la propria avventura calcistica in Cina incassando cifre che in Europa potrebbe solo sognare. 
Non capisco invece il comportamento di diversi ragazzi che, pur avendo diversi anni di gioco davanti, antepongono i soldi alla passione. Giovani promesse come Oscar (Chelsea) e Witsel (Zenti St. Pietroburgo) stanno trattando con lo Shangai SIPG che ha proposto loro un contratto invitante: Oscar ha infatti messo la firma su un quadriennale da circa 25 milioni l'anno che corrispondono a 476.758 euro a settimana, 68.108 euro al giorno, 2.837 all’ora, 46 euro al minuto e 77 centesimi al secondo.
Witsel invece non ha ancora concluso l'accordo che prevede un contratto quadriennale da 18 milioni di euro a stagione.
Per concludere, penso che il pensiero del guadagno monetario stia purtroppo prendendo il sopravvento sull'idea di un calcio giocato per passione e divertimento. 

"Non ho più voglia di giocare. Sono stanco del calcio e delle persone che ci lavorano: ci sono troppi soldi di mezzo, non mi piace più" Carlos Tevez




                                                                                                                                         Andre01