venerdì 3 febbraio 2017

l'nba a portata di click
IL PUNTO SULL'NBA
  
"Cleveland, this is for you!" -LeBron James dopo la vittoria del titolo
Per le persone che non amano il basket americano o che non hanno la possibilità di vederlo, l'NBA è la National Basketball Association dove trenta squadra (divise in due gironi da quindici divise in base alla posizione geografica) si sfidano per un unico obbiettivo: il trofeo finale.
Al termine della stagione 2015-2016 il trofeo è stato alzato per la prima volta dai Cleveland Cavaliers, di LeBron James


I campioni in carica, però, non stanno facendo ora molto bene: infatti dall'inizio del 2017 hanno perso molte partite e perso il duello con i rivali di Golden State (91-126).
I Golden State Warriors stanno infatti facendo molto meglio dei Cleveland Cavaliers, avendo perso solo due partite dall'inizio del nuovo anno.
Golden State Warriors
Il duello fra queste due grandi squadre, però, si rinnoverà durante le ultime sette partite della stagione, dal momento che si contenderanno il titolo.

Invece, tra le squadre che si trovano in zona playoff (primi otto posti per ogni girone), è doveroso ricordare gli Oklahoma City Thunder trascinati da un mostruoso Russel Westbrook (tripla-doppia di media a partita), sempre più leader di una squadra senza Durant (passato ai Warriors la scorsa estate).
Sempre a est troviamo gli Houston Rockets e i San Antonio Spurs trascinati rispettivamente da Harden (media di 28 punti a partita) e Leonard (25 punti di media).
Ad ovest, nonostante il momento no di Cleveland, la situazione è molta più tranquilla: sotto ai campioni in carica troviamo Boston e Toronto.
Russel Westbrook
Anche le squadre dei "nostri" italiani stanno andando molto bene: gli Charlotte di Belinelli sono settimi a ovest mentre i Denver Nuggets di Gallinari sono ottavi ad est.

Tra le squadre che non se la passano bene troviamo New York (11esimo a est) e i Los Angeles Lakers, negli ultimi anni tra le peggiori squadre della Lega.
È anche giusto ricordare i Philadelphia 76ers, squadra che da tre anni non riesce ad uscire dagli ultimi tre posti: da questo inizio anno ha un record di vittorie migliori di quello di Cleveland trascinati da Joel Embiid. Se continua così, questa squadra potrà arrivare ad un'inaspettata zona playoff.
Joel Embiid
Ah, in questa squadra manca anche il Rookie (che nel gergo tecnico significa giocatore alla prima stagione NBA) Ben Simmons, giovane talento, il quale non si è riuscito a vedere ancora il campo per un brutto infortunio al piede ad inizio stagione...
Mr. D
PET THERAPY: medicina animale

Alcune malattie sono curabili, altre incurabili, ma la cosa più importante che le accumuna è il dolore, fisico e non. Qual è la migliore medicina del mondo contro la sofferenza? Certamente la compagnia delle persone più importanti a cui vuoi bene.
Ma se non ci fosse un rapporto sincero? Certe volte parlare con un essere umano è più difficile che rapportarsi con un animale.
Il principio della Pet Therapy si basa sull’utilizzo del rapporto speciale che certe persone instaurano con gli animali per favorire il processo terapeutico (psicologico, fisico e sociale). I contatti che si creano tra animale e paziente accelerano e facilitano i rapporti con i terapeuti, contribuiscono a rendere la situazione meno stressante, facilitano l’esercizio fisico e favoriscono il dialogo.
Il termine in questione viene utilizzato in modo generico; esistono però tre differenti tipi di programmi:
AAA (Animal-Assistede Activities - Attività Assistite da Animali);
TAA (Animal-Assisted Therapy - Terapie Assistite da Animali);
EAA (Animal-Assisted Education - Educazione Assistita da Animali).

Le Attività Assistite da Animali sono utilizzate per migliorare la qualità della vita delle persone che possono trarre un grande beneficio dal contatto con un animale. Può trattarsi di persone non vedenti, persone anziane, persone sofferenti di patologie croniche.

Le Terapie Assistite da Animali seguono invece un programma costituito da obiettivi specifici ed hanno come scopo quello di migliorare la salute dei pazienti. La TAA non sostituisce le terapie classiche, cioè quelle già seguite dal paziente, ma le supporta; va quindi considerata una co-terapia.
Le TAA mirano a migliorare sia le attitudini comportamentali, mentali ed emotive dei pazienti sia le condizioni fisiche.

Rispetto alle TAA, l'Educazione Assistita da Animali si concentra in modo esclusivo sul miglioramento delle capacità cognitive dei pazienti, cioè su tutti quei processi intellettivi che richiedono l'acquisizione e l'uso di conoscenza (ad esempio le facoltà linguistiche, il ragionamento, l'utilizzo della comunicazione non verbale).

Anche i programmi di EAA, come le TAA, si strutturano prefissandosi una serie di obiettivi, che vengono documentati e valutati nel procedere del percorso.

Gli animali sono capaci, per il loro istinto e la loro natura, di superare le barriere emotive che gli individui sofferenti, per varie cause, hanno posto tra se stessi ed il mondo.
Gli animali utilizzati nella Pet Therapy sono molti: cani, gatti, conigli, criceti, cavalli, delfini, ect.
Fino a questo punto abbiamo parlato del rapporto umano-animale. Ma nella terapia, cosa ne traggono gli animali?
Oggi nella Pet Therapy l'animale non viene più visto e considerato come uno strumento, ma un soggetto che va tutelato. Questa terapia sta cercando di muoversi nella direzione, non solo della salvaguardia dell'animale, ma anche in quella che lo renda alla pari delle persone, delle relazioni che instaura e delle attività che lo vedono protagonista al loro fianco.
Al fine di migliorare anche il benessere degli animali, nella Pet Therapy è sempre più diffuso il coinvolgimento di cani provenienti da canili e rifugi. Grazie a questa
terapia, sicuramente questi animali, in genere vittime di abbandoni, vivono una vita molto diversa e migliore rispetto a quella che condurrebbero nel chiuso di una gabbia.




                                                                                                                                                       Skeeter
E-Sports: cosa sono?

Mi presento, sono Mike e nella mia rubrica parlerò degli E-Sports.
Partiamo dalle basi: gli E-Sports sono gli Electronic Sports; in poche parole tornei e altre competizioni legate principalmente al mondo videoludico.
L'ultimo torneo, a livello mondiale, è stato il World E-Sports Championship 2016 a Jakarta, Indonesia.
Molti criticano gli E-Sports perché "non sono veri sport".
La differenza tra E-Sports e sport tradizionali differisce, a mio avviso, dalla definizione che si ha di Sport. La Treccani, ad esempio, parla di “attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui si realizza, praticati, nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo”. In questo senso non vi è alcuna differenza tra le due aree: allenamento, sacrificio, impegno e competizione sono caratteri che appartengono a entrambi i mondi senza distinzione. A essere pignoli l’unica differenza è nella quantità di sforzo fisico richiesto: è presente anche negli sport elettronici ma non vi è dubbio che non sia determinante come negli sport tradizionali.
I professional gamers (giocatori professionali) sono ragazzi che hanno avuto la fortuna, e bravura, di trasformare una passione in lavoro, come  ScreaM, uno dei migliori giocatori a livello mondiale di CS:GO (un noto gioco sparatutto in prima persona molto frequente nei tornei).
Con questo vi saluto e spero siate interessati all'argomento visto che ho già in mente altri 2/3 post.

~Mike

giovedì 2 febbraio 2017

FRESHNEWS



SI PUÒ RIDERE SU OGNI COSA?

Vignetta di Charlie Hebdo. 
"Si può ridere su ogni cosa?": questa è la domanda che si sono poste le famiglie delle persone coinvolte nella slavina che ha travolto l'hotel Rigopiano in Abruzzo dopo la pubblicazione della di Charlie Hebdo (foto a fianco).

In data 18 gennaio 2017, un'abbonante slavina ha travolto l'Hotel Rigopiano e i clienti che in quel momento vi soggiornavano.
I superstiti hanno raccontato di aver trascorso interminabili ore sigillati in una sorta di "bolla di ghiaccio".
Per i parenti delle vittime, molto scossi dall'accaduto, è stata assegnata una sala all'ospedale di Pescara dove era presente uno psicologo.

Vignetta fatta da Ghisberto.
Poco dopo, ecco arrivare l'ormai attesa vignetta da parte del settimanale Charlie Hebdo, pronta a ironizzare su ogni aspetto della tragedia. Non solo i sopravvissuti ed i parenti, ma anche ogni italiano si è sentito profondamente "preso in giro" dalla vignetta ritraente la morte personificata che scia sulla valanga.
Molti italiani hanno risposto con parole offensive ed insulti alla casa editrice, ma la risposta più efficace è stata quella dell'italiano Ghisberto che ha risposto con la stessa arma: una vignetta (foto a fianco).

"Si può ridere su ogni cosa?".
La satira è di per sé un genere letterario che va ad evidenziare i difetti e dovrebbe, attraverso quelli, far riflettere e non deridere e denigrare le vittime ed i parenti.
Una vignetta, forse meglio strutturata e studiata, non avrebbe scatenato un tale scalpore.

                                                                                                                                                                                           GIO

IL MONDO AL GIORNO D'OGGI

SI PUÒ ESSERE COSÌ MALVAGI?

Durante la notte di Capodanno in Turchia, ad Istanbul, in un famoso night club è avvenuto un atto terroristico. Il responsabile è Abdulkadir Masharipov originario dell’Uzbekistan con il nome di battaglia Abu Mohammed Khurasani che è stato catturato dalla polizia turca dopo circa 2 settimana dall’attentato. Di fronte all’azione di questo uomo ci si interroga sulle azioni che una persona può arrivare a compiere spinto dal suo credo.
Abdulkadir Masharipov
 La notte dell’attentato Masharipov si è fatto strada nella discoteca “Reina”, che si       trova nella zona europea di Istanbul sulle rive del Bosforo, uccidendo un agente di polizia ed un addetto alla sicurezza all'ingresso della discoteca. Successivamente è entrato nel locale dove si trovavano circa 500-600 persone, alle ore 1.15 dell'1 gennaio (ora locale)  (23.15 ora italiana) ha iniziato a fare fuoco sulla folla.
 L'attentatore ha sparato tra i 120 e i 180 colpi di kalashnikov in circa sette minuti, uccidendo 39 persone e ferendone 69, di cui diversi in gravi
Per salvarsi alcuni dei presenti si sono gettati nelle acque gelate del Bosforo; i testimoni hanno parlato di scene di panico. Secondo alcuni testimoni il killer mentre apriva il fuoco ha urlato " Allah Akbar", che significa Allah è grande, invocazione che caratterizza gli estremisti islamici.
Masharipov ha fatto perdere le sue tracce dopo la notte di Capodanno, ma, grazie alle unità antiterrorismo, all'intelligence e alla polizia turca è stato intercettato in un appartamento nel quartiere "Esenyurt" di Istanbul; per arrivare a individuare il covo, hanno analizzato 100mila ore di registrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate nella città, e il 16 gennaio è stato arrestato in un appartamento denominato in seguito "covo dell'Isis". Con lui era presente il figlio di 4 anni (notizia smentita in seguito). Oltre a lui sono state arrestate altre quattro persone, tre donne e un uomo (amico di Masharipov).
Abdulkadir Masharipov al momento dell'arresto
Il giorno 12 gennaio, 4 giorni prima della cattura, in una casa del Maltepe (distretto di Istambul), era stata arrestata la moglie con la figlia più piccola di soli 18mesi.
I bambini sono stati affidati ai servizi sociali, che si occuperanno di trovare loro una casa.
Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha descritto Masharipov “una persona colta e che parla quattro lingue”, dichiarando inoltre che gli elementi raccolti avvalorano il movente di una strage perpetrata per conto dell'Isis e che era entrato illegalmente in Turchia dal confine orientale. Nell'operazione sono stati sequestrati anche carte telefoniche, due pistole, un drone e 197mila dollari statunitensi.

La domanda che ci si pone è: si può essere così malvagi? Una domanda che fa discutere molto le persone, una domanda che non è così semplice come uno schiocco di dita, perché ti fa ragionare fino in fondo al cuore. Ma solo chi fa del male questa domanda non se la pone, poiché in quel momento prende il sopravvento la vendetta, una sensazione che non ti fa pensare due volte, ma ti fa agire subito.
                                                                                                                         
GIOVANNI GAMBA

Giovani talenti calcistici


Visualizzazione di IMG_6290.PNGCiao a tutti ragazzi, io sono 8010 e oggi vi presenterò la prima formazione della mia rubrica: una Serie A composta da Donnarumma, Rugani, Romagnoli, Rüdiger, Hysaj, João Mario, Kessie, Locatelli, Dybala, Belotti e Suso.

















Visualizzazione di IMG_6291.JPGOggi parleremo in particolare di un giovane talento: lo "Smadonnino" Gianluigi Donnarumma. 17 anni, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 25/02/1999, è primo portiere dell'A.C. Milan. Acquistato nel 2013, appena 14enne, per 250.000 € dalle giovanili del SSC Napoli; acquisto non casuale, dato che il fratello maggiore Antonio, anche lui portiere, ha militato nelle giovanili della squadra rossonera. Lo Smadonnino, soprannome dato dal fatto di essere considerato l'erede del leggendario Gianluigi Buffon (che spesso impreca dopo aver preso gol), ha già vinto col Milan la Supercoppa Italiana in finale a Doha (Qatar) contro la Juventus. La partita è terminata 6-5 ai rigori, con gol nei tempi regolamentari del bianconero Chiellini al 18esimo e Bonaventura, giocatore milanista, al 38esimo. Errore di Dybala ai rigori con la parata di Gigio (soprannome dato dal fratello) e realizzazione dal dischetto di Pasalic per chiudere la partita. I due portieroni italiani si sono già confrontati tre volte: una in campionato con il risultato di 1-0 per il Milan con gol di Locatelli, la semifinale a Doha appena citata e ai quarti di finale di Coppa Italia (2-1 per la Juventus con gol di Dybala, Pjanic e Bacca).

Visualizzazione di IMG_6224.JPGDonnarumma è uno dei portieri milanisti più giovani ad esordire in Serie A, secondo per soli tredici giorni a Giuseppe Sacchi (anni '40). Dopo gli Europei di Francia 2016, al cambio dell'allenatore della nazionale (da Antonio Conte a Gian Piero Ventura), il ragazzo viene convocato come secondo portiere, dietro al solito Gianluigi Buffon. Esordisce in Nazionale il 1/09/16 al 46esimo minuto, durante un'amichevole contro la Francia, nel corso della quale prenderà un gol realizzato da Kurzawa. In questa partita diventa il portiere azzurro più giovane di sempre, con debutto all'età di 17 anni e 189 giorni. Sicuramente sarà portiere con la nazionale agli Europei 2020, in dubbio invece per i Mondiali dell'anno prossimo data l'onnipresenza di Buffon.


               8010