lunedì 28 agosto 2017

Daniele Rugani

Oggi parleremo in particolare di un giovane talento: Daniele Rugani. 22 anni, nato a Lucca il 29/07/1994, è difensore centrale della Juventus. 
Comincia la sua carriera calcistica a sei anni, nel vivaio dell'Empoli. Nel 2012 la Juventus richiede Daniele in prestito, e data la sua prestazione soddisfacente, paga all'Empoli la metà del valore del giocatore. Rugani rimane all'Empoli con cui segna il suo primo gol da professionista. Nel 2015 la Juventus paga l'altra metà del prezzo di Rugani, e con gli ultimi 3,5 milioni il difensore passa al club torinese. Detiene il record di non aver ricevuto un cartellino giallo per 53 partite. Rugani è anche difensore della nazionale, esordisce il primo settembre 2016 durante l'amichevole Italia-Franica, entrando al posto di Barzagli. Rugani con la Juventus ha vinto un campionato, una supercoppa italiana e una coppa italia. Quest’anno la Juventus è stata vicecampione europeo a causa della sconfitta in finale di Uefa Champions League, col risultato di 4-1 a Cardiff. La finale si è aperta con una rete di Cristiano Ronaldo, dopodichè verso la fine del primo tempo pallonetto dentro per Mario Mandzukič che compie uno splendido gesto atletico, insaccando il pallone sotto al sette con una stupefacente rovesciata e portando il risultato sull’1-1. Nel secondo tempo segnano invece Casemiro, Ronaldo di nuovo e durante il recupero il giovanissimo Marco Asensio, che la chiude sul 4-1.
8010

venerdì 25 agosto 2017

FEMMINICIDIO: AMORE E POSSESSO





Negli ultimi tempi si sono sentiti tanti casi di femminicidio, in cui le donne vengono maltrattate fino alla morte. Un episodio è proprio quello di Nadia Orlando, uccisa dal suo fidanzato Francesco Mazzega.
Si erano conosciuti sul posto del lavoro e nonostante gli anni di differenza si erano fidanzati. La loro relazione è durata per circa un anno, e nell’ultimo periodo la ragazza non si sentiva a suo agio, confidando i propri problemi al padre, il quale era preoccupato perché si sentiva incapace di agire e far felice sua figlia.
Ci furono molti litigi tra i due ma mai degenerati in alcun atto di violenza, tranne quella fatidica sera in cui i ragazzi si erano incontrati per chiarire un episodio risalente al fine settimana. Era partita come una “tranquilla” discussione finché è sfociata in una confronto sempre più animato, in cui Nadia ha avuto la peggio. Infatti, Francesco le avrebbe messo le mani intorno al collo e lei pur cercandosi di togliersi dalla presa mortale non è più riuscita a respirare. Non sapendo come comportarsi, ha girovagato tutta la notte in macchina con accanto il cadavere della ragazza fino al confine con la Slovenia, invertendo la rotta per raggiungere la stazione di polizia dove ha raccontato l’accaduto e dove si è costituito.
Le donne che subiscono violenza non sempre trovano la forza per denunciare l’accaduto. Si parte la prima volta con uno schiaffo o una presa un po’ troppo forte delle braccia, che genera qualche livido fino ad arrivare alle ferite insanabili perdendo progressivamente la forza di reagire e di chiedere aiuto a qualcuno.
Ma la violenza non è soltanto fare del male a una donna fisicamente, bensì tutte le azioni che si compiono contro la volontà di una donna, inibendola e denigrando il suo valore; come dei complimenti un po’ troppo spinti per strada, o delle battute sessiste che fanno irrimediabilmente sentire inferiore.
La parola “femminicidio” è stata coniata proprio per questo: per esternare alla società di oggi che esiste un problema grave e apparentemente irrisolvibile che non bisogna nascondersi bensì uscire dal buio e rendere noto quel che succede poiché porta alla morte e, per chi sopravvive, dolore e paura.
Una dedica, però, non è sufficiente per cambiare la realtà dei fatti. Bisogna provocare un cambiamento radicale nella mentalità di tutte le persone, far capire che le donne sono soggetti con emozioni, sogni e diritti pari agli uomini. Dobbiamo noi in primis imparare ad essere sensibili alla violenza, a riconoscerla in quanto tale per poterla combattere nel modo giusto e per farlo bisogna partire dal basso, dalle piccole cose che nella vita di tutti giorni a volte neanche notiamo.
                                                     

                                                                                                                                 Parci

COREA DEL NORD VS AMERICA





Leggendo i vari quotidiani o solamente sentendo i telegiornali salta alle orecchie la questione tra la Corea del Nord e l’America.
La prima, infatti, sembra che continui a fare test su missili intercontinentali portando avanti il proprio programma nucleare e balistico. A questo punto tutto il mondo, in primis l’America è intervenuta per frenare le ambizioni nucleari di Pyongyang (dittatore nordcoreano) adottando diverse risoluzioni: privare la Corea del Nord di circa un miliardo di dollari annuali di introiti dall'export.
Le restrizioni hanno messo in atto il divieto di importazione di carburi, ferro, piombo e di frutti di mare dalla nazione asiatica agli Stati membri dell'Onu e vietano anche ai membri delle Nazioni Unite di creare joint venture con individui nordcoreani o di aumentare il numero di lavoratori coreani impegnati in progetti all'interno di ogni Stato membro.
Sfortunatamente,  il governatore Pyongyang non vuole sottostare a questa soluzione; al contrario, ha reagito rafforzando la forza nucleare e affermando che nessuno può fermare il Paese Asiatico con le sanzioni e le minacce americane.
Tutto il consiglio dell’Onu è d’accordo con la volontà degli Stati Uniti persino la Cina, storica alleata della Corea del Nord. Anche il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavron, insieme alla controparte nordcoreana Ri Yong-ho e al premier giapponese Shinzo Abe  hanno discusso a riguardo la sicurezza dell’Asia stabilendo che la miglior soluzione sarebbe la denuclearizzazione della Corea, e in caso di necessità usare qualsiasi strumento di pressione coordinato per reprime la forza nucleare.
È angosciante e doloroso che nonostante gli attacchi atomici che hanno colpito le città di Hiroshima e Nagasaki, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i Paesi del mondo vogliano ancora costruire e fare test nucleari.
Siamo già pronti a piangere nuovi caduti se non abbiamo ancora finito di soffrire per tutte le persone uccise durante quei due attacchi nucleari? Ebbene sì, la domanda da porsi in questo momento è questa; e ovviamente,  la risposta sarà affermativa se nonostante  il doloroso e il crudele passato continuiamo a comportarci come se nulla sia accaduto e a farci guerra tra di noi.
Dobbiamo fermarci un attimo e riflettere sul futuro del nostro Pianeta, coalizzandoci e combattendo insieme per i veri problemi perché non è possibile che nonostante siamo nell’era del terzo millennio discutiamo e ci facciamo guerra quando ci sono ancora i dislivelli tra Stati ricchi e Stati del terzo mondo in cui la gente muore di fame.
Quindi, se i Paesi hanno denaro sufficiente per potenziare armi nucleari , magari dovrebbero spenderli per il bene dell’umanità.
Purtroppo queste parole sono solo frutto della mente di una studentessa e non potranno mai cambiare il destino del nostro Pianeta, ma la speranza che qualcuno al governo cominci a pensare alla prosperità e al benessere della collettività e non al potere sugli altri non muore mai.

                                                                                                                                                         Parci

domenica 20 agosto 2017

NewsToday



Libia vs ONG


Come voi cari lettori avrete già sentito, la Libia ha innalzato un muro contro le ONG (Organizzazioni Non Governative), vietando a qualsiasi nave straniera di entrare nelle acque territoriali se non con esplicita autorizzazione delle autorità libiche. 
In questo modo la sovranità libica impedisce qualsiasi salvataggio nei confronti di quei migranti che, partendo dalle coste libiche, cercano disperatamente in viaggi simili ad Odissee la salvezza sulle coste europee. L’episodio più eclatante è stato quello relativo all’organizzazione di soccorso spagnola “Proactiva”: mentre una propria nave era impegnata in un'operazione di salvataggio verso 155 migranti in mare, ha subito un’offensiva da parte della Guardia Costiera Libica che ha sparato dei colpi intimidatori.




A mio parere l’azione delle forze libiche è un controsenso. Impedendo ai soccorsi stranieri di aiutare i migranti in fuga a sopravvivere, non fa che remare contro la propria gente; la Libia non sta facendo nient’altro che rendere più difficoltoso il viaggio verso la salvezza dei propri cittadini e vicini di casa. Così facendo rischia anche di aumentare il numero di morti in mare; prima infatti si soccorrono le navi di fortuna cariche di esseri umani, meno si corre il rischio che ci siano vittime. 
Ci sarebbe chi potrebbe obiettare, dicendo che le forze libiche vorrebbero dimostrare di saper gestire da sé il flusso di migranti, senza l’aiuto di altri Paesi. In effetti di recente la Marina Libica ha salvato 105 persone a sei miglia dalla costa, ma non mi sembra che fino ad oggi sia riuscita ad impedire migliaia e migliaia di morti. Sicuramente anche le ONG non sono in grado di salvare tutti i migranti, ma collaborando con le forze libiche potrebbero riuscire a salvare più vite.
Un’altra motivazione alla base delle scelte prese dalla Libia, a mio parere, potrebbe essere la paura di subire dei controlli delle proprie imbarcazioni da parte delle associazioni europee. Infatti si rischierebbe che i migranti non realmente necessitanti di asilo politico o i delinquenti vengano rispediti sulle coste, e così il flusso migratorio verrebbe fermato alle sponde libiche. Così facendo, però, la Libia non solo compie una scelta egoista, mandando chiunque in Europa, ma impedisce anche che con controlli accurati possano venire stanati gli scafisti.
In definitiva credo che, solo collaborando, autorità libiche e ONG potrebbero riuscire a salvare più persone, abbassare il flusso di criminali e incastrare scafisti; ma senza trovare accordi la situazione rimarrà invariata.

-GC

sabato 19 agosto 2017

Il mio mondo della moda



Il nuovo alleato del mare


7 agosto 2017 - Sos Aranzos, Olbia

Cari lettori,
come state? Io non potrei stare meglio: sono in vacanza in Sardegna con la mia famiglia e i miei amici e sono appena tornata da New York per una vacanza studio.
           
Comunque bando alle ciance era da un po' che ci pensavo o meglio che lo notavo ma da quando sono
arrivata in Sardegna ne sono sicura: è tornato il costume intero!

Non ha nulla a che vedere con il costume olimpico (quello che si usa per fare sport). Anzi il costume intero è proprio tornato più sgambato, scollato e decorato...



                     

Ho sempre visto il costume intero come una veste per persone di una certa età o comunque una sorta di nascondi pancia non proprio giovanile però devo dire che mi sto ricredendo.


Infatti il costume intero ha fatto un ritorno di fuoco tanto da poter essere considerato un grande alleato: 

ce n'è di tutti i tipi più sgambato, più scollato sul davanti o sul retro, arricchito con delle rouge, con i lacci, a stampe floreali o fruttate, a tinta unita o a righe e mille altre varianti unite al fatto che il costume intero rende la figura più slanciata, nascondendo anche un po' di pancetta (Qualora qualcuna la dovesse avere) e donandole più sensualità!



                 


Personalmente credo che sia uno di quegli acquisti che nell’armadio dell’estate 2017 dovrebbe esserci anche perché raramente ci ricapiterà di trovare stile e comodità in uno stesso capo… senza parlare della versatilità di questo tipo di costume: in pochi secondi indossando degli pantaloncini corti di jeans o anche dei jeans lunghi con qualche strappo, dei bei sandali con tanti lacci può diventare l’outfit giusto per un aperitivo in spiaggia in una calda serata di agosto!


                   

E con questo ritorno dell’estati 80’ e 90’ è tutto! Buona estate a tutti!
Al prossimo post💋
       Carly🌸

Il caldo va bene ma non le fiamme!


                     
10 agosto 2017- Sos Aranzos, Olbia
Cari lettori,
come state? Oggi vorrei parlarvi di qualcosa di diverso: gli incendi che hanno afflitto le regioni del centro-sud d’Italia.

                                             

Ma prima voglio farvi queste due domande: perché stanno scoppiando così tanti incendi? Cosa provoca questi incendi?

Siccome io faccio le vacanze ad agosto in Sardegna, una regione dove d’estate almeno tre o quattro incendi succedono, ho fatto qualche ricerca, mi sono informata a riguardo e ora voglio rispondere a queste domande.


Perché stanno scoppiando così tanti incendi?

Principalmente i motivi sono di tipo meteorologici: molto caldo e secco. Infatti questa estate sono state molte le regioni di tutta Italia ad essere state colpite dalla siccità causata da un’importante emergenza idrica. E proprio grazie a questa siccità che le fiamme di un incendio si sviluppano più facilmente, tralasciando il fatto della sua origine (ragioni accidentali o dolose). 


                      


Da cosa sono provocati questi incendi?

In primis c’è l’uomo che provoca questi incendi. Ovviamente molti non sono intenzionali, anzi accadono accidentalmente: le scintille che provoca un treno che frena, il mozzicone di una sigaretta che magari non è completamente spenta o anche l’uso delle lanterne cinesi durante le feste che prendono il volo e atterrano su dei campi provocando così un incendio.  


                                                     

 Insomma la presenza degli essere umani è un fattore che fa aumentare di molto la provocazione di 
incendi, infatti molti incendi accadono in zone turistiche.
Ovviamente accanto agli incendi accidentali ci sono anche quelli intenzionali. Infatti secondo Legambiente il 60 per cento degli incendi è causato volontariamente. Chi siano i responsabili quasi sempre è poco chiaro; infatti è più facile sorprendere persone che stanno per appiccare un incendio che i responsabili di un incendio già in corso o praticamente spento.


                                 



Sinceramente questa estate il fatto che ci sono stati numerosi incendi, mi ha un po' intimorito. Mi spiego meglio: mi ha intimorito non l’incendio di per se, anche perché facendo, come ho già detto, tutto il mese di agosto in Sardegna, sono “abituata” a sentire i canader (che sono gli aerei che spengono il fuoco) anche più volte al giorno o vedere vicino a casa mia del fumo, ma più che altro la quantità di incendi e il fatto che molti di questi fossero dolosi.

Secondo me chi fa partire questi incendi non si rende conto che la situazione potrebbe davvero scappare di mano, che far partire un incendio da un mozzicone di una sigaretta non spenta volontariamente non è un semplice atto vandalico, anzi insieme alla siccità di quest'anno hanno causato 26.000 ettari di terreno bruciato in tutto il centro-sud dell’italia.
Sono semplicemente basita dal fatto che qualcuno possa trovarci anche il minimo interesse nel far partire una cosa di questo genere.

E per ora è tutto. Passate bene questo ultimo mese di vacanze che poi si ricomincia!

Al prossimo post!💋

Carly🌸

NewsToday




Un mare di meduse

Chiunque abbia mai trascorso le proprie vacanze estive sulle coste della nostra 
penisola, godendosi anche qualche rinfrescante bagno in mare, è stato sicuramente almeno una volta urticato da una medusa. A favore della precedente affermazione è il fatto dell’aumento esponenziale di questo abitante delle acque: negli ultimi sei anni gli avvistamenti sono decuplicati!
A motivare l’esplosione della specie sarebbero il riscaldamento globale (le meduse preferiscono il caldo) e lo sfruttamento degli stock ittici, con cui vengono eliminati alcuni dei predatori marini di meduse.
I numeri parlano chiaro sull’”improvvisa” proliferazione dell’essere urticante, ma dai colori e forme graziosi: dal 2009 al 2015 gli esemplari avvistati sono passati da 300 a 3000, con i dati sulla riproduzione passati da 140 ad oltre 1200.
Ecco quindi le specie che potete trovare nei diversi mari italiani:







[ Dall'alto: pelagia, diffusa nelle profondità del mar Tirreno; aurelia, diffusa a nord del mar Adriatico; hizostoma pulmo, diffusa in tutto il Mediterraneo ]

Tuttavia, nonostante le alte temperature di quest’estate, i fortunati tra voi lettori che hanno prediletto per le proprie vacanze le isole Tremiti o Baia Sardinia, possono ancora godersi un bagno in tranquillità, mentre agli altri vacanzieri in Italia toccherà un vero e proprio mare di meduse.

-GC