sabato 30 aprile 2016

E ancora Juve...




Cinque, ebbene sì, la Juventus ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo con tre giornate di
Risultati immagini per juventus quinto scudettoanticipo. Dopo un inizio in sordina, con soltanto 12 punti in 10 partite, dovuto anche alla presenza di molti nuovi elementi nella rosa che avevano bisogno di adattarsi, la Juventus di Max Allegri non si è più fermata; infatti nelle successive 25 giornate ha conquistato 73 punti su 75 disponibili.
Numeri impressionanti quelli dei ragazzi di Allegri che hanno segnato 67 reti e subite solo 18, oltre ad aver dimostrato di saper vincere ogni tipo di partita. Percorso straordinario quello della
Juventus, che neanche 10 anni fa si trovava in serie b, ma ha saputo costruire un progetto che l'ha portata a queste vittorie.
Queste vittorie, secondo la mia opinione, non sono solo il frutto di annate fortunate o di cali delle
altre squadre, ma anche di una progettazione che la società bianconera sta portando avanti da
diversi anni. Grande lavoro è stato fatto in ottica mercato, puntando molto su ragazzi giovani che
possono garantire per diversi anni continuità di successi, e che sono riusciti a non far rimpiangere partenza di campioni come Pirlo, Tevez e Vidal. Tutto questo è stato fatto tenendo sempre d'occhio
il bilancio, considerando che stiamo entrando nell'epoca del Fair play finanziario; su questo aspetto ha contato molto il fatto di possedere uno stadio di proprietà, i primi in Italia a far questa scelta.
Passando invece all'aspetto prevalentemente calcistico, credo che la Juventus abbia dimostrato di essere di gran lunga superiore alle altre squadre del nostro campionato, grazie a diversi fattori come:l'abitudine a vincere di alcuni calciatori della rosa, alla solidità difensiva(infatti si dice che il campionato venga vinto dalla miglior difesa), al tecnico valido e al tasso tecnico della rosa, oltre all'ampiezza del parco giocatori. Tirando le conclusioni, posso affermare che le vittorie non dipendono solo dai nomi prestigiosi dei calciatori, ma soprattutto dalla presenza di una struttura societaria solida che sa investire e programmare nel lungo periodo, infatti credo che la Juventus vinca anche i prossimi campionati.


                                                                                                   - Giovanni Beretta


venerdì 29 aprile 2016

Parigi, compare una tela perduta del Caravaggio. Valore stimato: 100 milioni di euro

La tela è stata ritrovata a Tolosa, nel sottotetto di una vecchia casa. Secondo gli esperti dʼarte francesi il quadro, ora dichiarato "tesoro nazionale", è opera del pittore italiano.
È stato ritrovato - forse - un nuovo dipinto di Caravaggio. A Tolosa, nel sottotetto di una vecchia casa, giaceva una riproduzione del noto dipinto Giuditta e Oloferne, simile a quello conservato alla Galleria d'Arte Antica di Roma (in Palazzo Barberini). I primi a credere che la tela sia opera del pittore italiano sono stati alcuni esperti d'arte francesi, a cominciare al Ministero della Cultura che ha decretato il divieto d'uscita del dipinto, ora decretato come "tesoro nazionale".

Nel mio blog del mese di Aprile ho scelto di parlare di questa notizia in quanto è come se l’avessi vissuta in prima persona.
Martedì 12 aprile mi trovavo con mia madre a Pagazzano nella parrocchia dei santi Nazario e Celso in quanto stavamo, come molti, aspettando il Prof. Sgarbi per la conferenza prevista in occasione della mostra «Andy Warhol e l'italian pop». Sgarbi è arrivato effettivamente con un’ora di ritardo e ci ha spiegato lui stesso le motivazioni. Le numerose chiamate che ha ricevuto per la scoperta del dipinto gli hanno impedito di essere puntuale alla conferenza.

Grazie alla sua presenza ed alla sua preparazione il critico d’arte ci ha spiegato l’importanza di questo ritrovamento. La tela raffigura l’episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, che voleva salvare il proprio popolo dalla dominazione straniera. Con quest’opera Caravaggio ha voluto rappresentare la lotta tra il bene e il male. Sgarbi ha dato un’interpretazione ben più ampia e profonda al dipinto. Se effettivamente ci pensiamo e anche se sono passati anni dalla realizzazione ai giorni nostri, quel taglio della testa è lo stesso dei fondamentalisti islamici. Tutto questo ci deve far pensare molto. Caravaggio, con il suo linguaggio artistico, è stato un precursore del XXI secolo oppure semplicemente dovremmo pensare che la lotta tra il bene e il male è una lotta eterna, con mille sfaccettature e spesso manifestata con brutalità e orrore.

- Eria

giovedì 28 aprile 2016

TRICOLORE TRIVELLATO

In questo mese di aprile si è parlato molto del referendum sul mantenimento o meno delle trivelle sul suolo italiano.
Il referendum però è fallito miseramente con una presenza solo del 30% dei voti sul 50%+1% richiesto (quorum) per far cessare alle trivelle di trapanare il nostro territorio.
Questo referendum suscita in me due differenti critiche:
- la prima se vogliamo più in ambito morale, deriva dal fatto che purtroppo molti italiani si rifiutano di votare, "sputando" ancora una volta sui sacrifici dei nostri antenati che hanno fatto per conquistare tali diritti;
- la seconda invece riguarda più un ambito politico. Secondo me infatti, tralasciando come ho già detto sopra che i cittadini dovrebbero sempre votare, penso che una decisone ed un responsabilità del genere non debba essere affidata al popolo ignorante, ma ad esperti del settori eletti dai cittadini per prendere tali decisioni. Con il termine ignoranti non intendo offendere gli italiani, ma sottolineare il fatto che non tutti sono preparati e informati riguardo le trivelle e tutto ciò che comportano.
In conclusione penso che il governo in primis non sia stato responsabile nel non saper decidere saggiamente per il proprio paese e per i suoi abitanti e che gli stessi italiani abbiano contribuito a rendere inutile l'enorme spesa sostenuta per organizzare il referendum.
Cama00

Un intervento può far resuscitare le proprie passioni

A Torino un uomo di 29 anni è stato colpito dalla malattia di Parkinson. Prima dell’insorgere della patologia era un giovane maestro di sci, ma alla scoperta del Parkinson ha dovuto rinunciare alla sua
passione e convincersi che non avrebbe più potuto sciare per il resto della sua vita.
Invece ora, dopo ben 12 anni, grazie al trattamento chirurgico di stimolazione cerebrale profonda,
l’uomo è ritornato sulle piste come un tempo.
Ciò è stato possibile grazie all'intervento andato a buon fine che ha fatto presso l'ospedale Molinette di Torino. All'interno della struttura erano già stati fatti altri 250 interventi, molti dei quali avevano guarito pazienti.                                                                   
Torino, dopo la cura contro il Parkinson torna a fare il maestro di sciIo ritengo che l'intervento a cui è stato sottoposto l'uomo (e le altre 250 persone) per combattere il Parkinson, sia una scelta davvero dura da prendere. Decidere di ottoporsi ad un intervento così delicato non è semplice: sia per la paura di peggiorare la situazione già di per sè critica sia per il timore che qualcosa vada storto durante l'operazione.
D'altro canto credo sia corretto sottoporre i pazienti a questa tipologia di cura, perchè può permette a tutte le persone che soffrono di questa malattia di non rinunciare alle proprie passioni e soprattutto di continuare a vivere con il sorriso. A questo proposito ho letto un articolo che dichiarava che una donna dell'età di 63 anni che aveva il Parkinson da oltre vent'anni, aveva ormai perso ogni capacità motoria e avrebbe voluto smettere di soffrire attraverso il metodo più"veloce", ovvero la morte. Poi però, dopo l'intervento ha avuto un notevolmente progresso ed ora vive come ogni altra anziana in un buono stato di salute.
Certo, bisogna ammettere che non tutti dopo le adeguate cure hanno avuto miglioramenti considerevoli, ma la medicina continuerà ad evolversi e a scoprire nuove tecniche, nuove cure e nuovi strumenti per combattere le varie sindormi.
Mi auguro dunque che i medici portino avanti gli studi e che continuino ad operare i malati di Parkinson perchè ognuno di noi merita di camminare, muoversi e svolgere le attività giornaliere
autonomamente. Detto questo, spero che un giorno si troverà una cura infallibile e che non soltanto la maggior parte delle persone che si sottopone ad un intervento riesca a guarire, ma tutti. Nel frattempo però non possiamo far altro che aspettare con pazienza e continuare lungo questa strada che si sta dimostrando efficiente.
                                         
                                                                                                                                             Sara


mercoledì 27 aprile 2016

Il FESTIVAL DEL VOLONTARIATO

Dal 14 al 17 aprile a Lucca verrà celebrato il festival del volontariato: una schiera di soldati che però, al posto di scendere in battaglia, si dedicherà ad aiutare chi è bisognoso. 
Coloro che solitamente partecipano al festival sono volontari italiani, uomini, donne e ragazzi, che terminati i loro soliti impegni impegnano il loro tempo aiutando chi ne ha bisogno. 
Ad esempio si impegnano nella sanità, nella protezione civile, in ambito culturale o solidale.
A parer mio tutto ciò è giusto e intelligente allo stesso tempo, infatti organizzando questi festival la gente può sia divertirsi e stringere nuove amicizie o conoscenze ma anche contribuire al benestare del proprio paese lavorando. 
Se questi festival ad esempio si facessero anche in altre città italiane, penso che molti altri giovani parteciperebbero volentieri per aiutare coloro che necessitano di aiuto e che allo stesso tempo si divertirebbero.
D’altro canto qualcuno potrebbe affermare che alla fine la gente che parteciperà a queste feste sarà sempre la stessa e che potrebbe non essere giusto nei confronti proprio di quest’ultima. 
A costui rispondo che chiamandosi “Volontariato” è normale che solo parte della popolazione partecipi, trovo che chi non abbia voglia o abbia altri impegni abbia perfettamente il diritto di non partecipare. 
In conclusione trovo che l’idea del festival del volontariato sia un’idea veramente utile che può aiutare migliaia di italiani senza nessun costo a spese dello stato e che si potrebbe praticare anche più volte l'anno.
-Ivan

Un no all'occidentalizzazione

Negli ultimi giorni è arrivato in Italia il nuovo editto emanato dal dittatore coreano Kin Jong-Un che impone a tutta la popolazione coreana il divieto assoluto di indossare blue-jeans e piercing (a meno che non si tratti dell'orecchio classico). La Repubblica Democratica Popolare di Corea, sotto questo aspetto, può essere considerata una dittatura a tutti gli effetti in quanto vieta alla popolazione di indossare ciò che desidera. Dove è finita la libertà di espressione che ognuno nel mondo dovrebbe avere?
A mio parere l'editto emanato dal dittatore coreano è un altro segnale che porta a pensare la Corea del Nord come dittatura. Vietare alle persone di indossare e fare del proprio corpo ciò che si desidera è una grande scemenza in quanto, ormai, la moda di questi capi, è dilagata in tutto il mondo. Vorrei inoltre aggiungere che se questa legge non viene rispettata, il cittadino colpevole, oltre a pagare una salata multa, è spedito direttamente nei campi di lavoro forzato per un arco di tempo. Un altro editto alla "non libertà" dei propri cittadini, era stato pubblicato circa un mese fa: il dittatore Kim imponeva ai cittadini maschi di avere un taglio di capelli uguale al suo. Concetti inspiegabili e inimmaginabili se pensiamo al nostro Occidente. Si pensa infatti che il dittatore abbia emanato queste leggi per mantenere nel proprio stato una cultura tradizionale e quindi non occidentalizzata ma, così facendo, ha alzato un muro tra se e il suo popolo, rendendolo, penso, ancora più odiato di quanto non lo sia già. La libertà di fare ciò che si desidera in Paesi come questi si riesce a vedere solo con il binocolo messo bene a fuoco.
D'altro canto certe persone potrebbero ritenere geniale la pubblicazione di questo editto in quanto conservatore della cultura coreana e orientale. Molte persone delle zone sia della Corea che della Cina, ad esempio, sono influenzate dalle mode occidentali quali modi di vestire, modi di apparire e i vari social utilizzati. Il dittatore ha ritenuto corretto il divieto di mostrarsi con indosso jeans o piercing in quanto offesa della propria cultura. Il taglio di capelli potrebbe essere considerato un altro gesto per "venerare" il dittatore stesso considerandolo la persona più importante dello stato.
Dunque ritengo che l'emanazione dell'editto da parte di Kim Jong-Un sia una idea troppo forte e soprattutto ingiusta nei confronti di un popolo che vuole adattarsi al mondo contemporaneo. Penso inoltre che il mancato rispetto per questo nuovo editto non può portare gente comune a lavorare nei campi di lavoro, in quanto scelta se si pensa esagerata, bensì solo una semplice multa come in quasi tutti i Paesi del mondo.

- ChiaraBegs

giovedì 7 aprile 2016

Sicurezza violata

Il ventidue marzo nell'area porto internazionale di Bruxelles, dei terroristi appartenenti al gruppo del Isis attaccarono la città mediante esplosioni provocate da uomini bomba.
Hanno messo in ginocchio il sistema di trasporto della città uccidendo così all'incirca trentacinque persone e ferendone duecentocinquanta.
Alle ore otto di mattina iniziarono gli attacchi con l'esplosione di due bombe nel aeroporto di Zaventem che provocò undici morti, si susseguì poi l'attacco alla fermata del metrò di vicino alle istituzioni europee soltanto una ora dopo l'attentato precedente; quest'ultimo provocò almeno venti morti.
Dopo questo avvenimento secondo me bisognerebbe cominciare a controllare le persone già all'esterno dell'aeroporto per prevenire futuri attentati, lo stesso principio vale anche per tutti gli altri mezzi di trasporto come appunti la metro.
Attualmente i controlli preliminari di sicurezza ai quali vengono sottoposti i passeggeri, vengono attuati all'interno degli aeroporti.
In questo modo, però, si permette però ai terroristi e attentatori di penetrare dentro gli aeroporti e compiere comunque attacchi terroristici.
Spero che in futuro incrementeranno il livello di sicurezz per non mettere a rischio la vita di ogni persona.



Alessandro Merlo