Il monello
Lo scorso anno ho avuto
l’occasione di vedere a scuola un film datato (la prima data di uscita risale
al 1921) ma molto particolare: "Il Monello", un lungometraggio molto
conosciuto (scritto, prodotto e diretto) di Charlie Chaplin. Questa produzione
cinematografica è particolare per diversi motivi: è il primo lungometraggio di
Charlie Chaplin, è un film muto e in bianco e nero, tratta un argomento sempre
attuale che tocca il cuore con delicatezza e con ironia, senza ipocrisia.
L’impostazione scelta da Charlie Chaplin non è casuale e rispecchia i
personaggi, il loro "vivere" in modo semplice; il messaggio che
lascia allo spettatore è assolutamente importante. Charlie Chaplin (che
interpreta il Vagabondo), oltre ad essere regista e colui che ha scelto la
musica, è il personaggio principale che fa ridere e piangere nello stesso
tempo. La figura del Vagabondo racchiude in sé sentimenti profondi, che egli
stesso scopre all’improvviso di avere, e una spiccata sensibilità. Il Vagabondo
è l’eroe, la tipica "mosca bianca", un "Peter Pan"
che combina le "marachelle" per guadagnare qualche soldino, per non
vivere nell’assoluta miseria. Il Vagabondo e il Monello sono simili (come padre
e figlio), sono privi di malizia e cattiveria. Per la madre che abbandona il
figlio, in un primo momento, non si riesce a provare pietà ed a trovare una giustificazione
al suo gesto che appare ai nostri occhi mostruoso e innaturale. Dopo un attento
esame della situazione iniziale,nella quale questa madre si è trovata sedotta e
abbandonata, la rabbia si sposta verso l’uomo (quell’Uomo), il vero cattivo, che
non ha voluto neanche conoscere la creatura e che è sparito nel nulla. Di certo
questo bambino, abbandonato per strada, è stato molto fortunato, ha trovato un
"angelo" che si è preso cura di lui e che si è innamorato di lui.
Tutto ciò mi ha fatto riflettere molto. Quanti bambini vengono abbandonati ai
giorni nostri, invecchiano negli orfanotrofi e sognano una famiglia, non
hanno la stessa fortuna che ha avuto il "Monello"! In questo
film ci sono anche diverse contrapposizioni: amore e odio, buono e cattivo,
ricco e povero, riso e pianto. Anche la sequenza della musica non è casuale, si
“sposa” perfettamente con le sequenze del film. Quest’opera mi è piaciuta
moltissimo. Quando il professore ha proposto la visione alla classe ero molto
scettica e mi sono chiesta: "Un film in bianco e nero…? muto…?, chissà che
tristezza, che noia!". Un vero capolavoro, una storia "di tutti i
giorni", un messaggio alla portata di tutti, adulti e bambini. Una vera
favola a lieto fine!
- Eria
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